Integrare analisi finanziarie e criteri ESG, Elisabetta Villa al convegno di MondoInstitutional

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Integrare analisi finanziarie e criteri ESG ovvero tematiche ambientali, sociali e di corporate governance nei processi informativi e decisionali di investimento è il tema dell’intervento di Elisabetta Villa, Investment Specialist di Etica Sgr al convegno virtuale “Forum Fund Selector”, organizzato da MondoInstitutional.

Integrare analisi finanziarie e criteri ESG

Come integrare analisi finanziarie e criteri ESG? «Che la sostenibilità sia sempre più importante lo vediamo nei numeri del mercato e anche nell’interesse dei risparmiatori. La domanda di fondi sostenibile è decuplicata negli ultimi cinque anni e PwC stima che nel 2025 le masse di fondi sostenibili saranno quasi il 60% del totale, una crescita vicina al 30% l’anno. Tutto volge nell’indirizzare sempre più risorse verso progetti che non si occupino solo del contrasto al cambiamento climatico, ma che siano in grado di fare uno step in più: che vadano verso modelli economici di sviluppo sostenibile. Integrare analisi finanziarie e criteri ESG – ha spiegato Elisabetta Villa – genera rendimenti aggiustati per il rischio più solidi nel tempo. Gli emittenti che presentano rating ESG più elevati sono più solidi non solo nel lungo periodo, ma si dimostrano anche più resilienti durante le fase di crisi».

Etica Sgr, una storia lunga più di venti anni

Integrare analisi finanziarie e criteri ESG è la mission di Etica Sgr da quando è nata «La nostra gamma è al 100% sostenibile e responsabile – ha commento Elisabetta Villa. Non utilizziamo rating esterni, ma abbiamo sviluppato una metodologia proprietaria che si chiama ESG EticApproach®. Il nostro team di analisti applica in primo luogo dei filtri di esclusione negativa e poi possa allo screening positivo, prendendo in considerazione moltissime metriche di analisi ESG degli emittenti. Accanto a metriche di analisi ESG, affianchiamo anche degli indicatori di rischio ESG. È importante, quindi, non solo valutare la bontà ESG dell’emittente, ma anche la rischiosità. Tutto questo però non ci basta! Per rendere ancora più significativo l’impatto su sociale, ambiente e governance utilizziamo lo strumento dell’Engagement».

Attuale scenario di mercato

«Tra i temi presenti da tempo nel nostro portafoglio – ha aggiunto Elisabetta Villa – troviamo la digitalizzazione e la business transformation. La crisi Covid-19 ha accelerato il processo di fruizione di servizi online da parte sia dei consumatori sia delle aziende. Nel 2020 abbiamo visto tassi di crescita per alcuni settori che sono stati pari a quello che era atteso in cinque o addirittura dieci anni. Siamo diventati a tutti gli effetti una digital consumer economy. L’Eurostat stima che, tra coloro che hanno effettuato acquisti online per la prima volta nel 2020, oltre il 72% continuerà a farlo. Molte delle aziende che hanno saputo ripensare il proprio business per adattarsi a questo cambiamento hanno caratteristiche ESG che superano le nostre selezioni. Si tratta di aziende appartenenti a diversi settori che hanno ripensato il proprio business e che hanno visto i loro multipli e le loro valutazioni cambiare drasticamente».

Biodiversità

«Siamo presenti in molte aziende legate alla Green Economy e Transformation, temi da sempre nei nostri portafogli. Per quanto riguarda l’ambiente, vorrei soffermarmi sulla biodiversità. Avere ecosistemi in salute è fondamentale per la vita umana. E, sostenere che la perdita di biodiversità possa costare molto cara in termini economici, non è solo uno slogan se si considera che il World Economic Forum stima che oltre il 50% del PIL mondiale dipende dal capitale naturale.

La biodiversità quindi è un tema essenziale per economia, aziende e investitori. Siamo inoltre vicini alla prossima Conferenza delle Parti della Convenzione Quadro delle Nazioni Unite che avrà l’obiettivo di adottare un quadro globale per la biodiversità. Questa conferenza ha il potenziale per segnare un punto di svolta per la biodiversità, come ha fatto l’accordo di Parigi per il clima nel 2015. Per questa ragione il tema della biodiversità potrebbe diventare il nuovo climate change».

Green Bond e Social Sustainability Bond

A proposito di Green Bond e Social Sustainability Bond ha asserito: «Il mercato dei Green Bond ha superato i mille miliardi di dollari nel 2020. Si tratta di un mercato duecento volte più grande rispetto a dieci anni fa. Il nostro team di analisti e i gestori valutano le opportunità che si aprono in questo mercato, ormai abbastanza ampio e interessante. Vorrei però porre l’attenzione anche sui Social Sustainability Bond (corporate bond di quegli emittenti che prestano attenzione a variabili ESG) perché è probabile che non attrarranno più solo l’attenzione degli investitori, ma anche delle banche centrali.

Le banche centrali hanno solitamente un approccio neutrale nell’acquisto delle obbligazioni, ma si sta parlando sempre di più di una variazione delle loro politiche. Anche lato bond, quindi, assisteremo a fenomeni interessanti sulla sostenibilità».

Fondamentale il Rischio ESG

«Il Regolamento SFDR ci fa presente che il Rischio ESG è molto importante. Il regolatore con questa normativa chiederà esplicitamente due cose. La prima di spiegare se il rischio ESG viene considerato nel processo di investimento. La seconda di misurare l’impatto del rischio ESG sul rendimento del portafoglio. Etica Sgr da sempre prende in considerazione questi fattori e integra il Rischio ESG nella selezione degli emittenti. Il nostro dipartimento di risk management ha elaborato una metrica di rischio proprietaria denominata Rischio ESG. Si è dimostrato che esiste una correlazione tra rischio finanziario e rischio extra finanziario e, dunque, tenere sotto controllo il rischio ESG porta a mitigare il rischio totale del portafoglio. Includere fattori ESG anche nella misurazione del rischio di portafoglio – conclude Elisabetta Villa – si traduce in una riduzione della volatilità e quindi un miglior rapporto tra rischio e rendimento nel tempo».

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