L’approccio etico e responsabile nella ricerca di rendimento, Elisabetta Villa

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L’approccio etico e responsabile nella ricerca di rendimento è il tema dell’intervento di Elisabetta Villa, Investment specialist di Etica Sgr all’interno del webinar intitolato “Unit linked e investimenti: l’approccio sostenibile nella ricerca di rendimento“.

«Finalmente abbiamo sfatato il falso mito per cui investire in modo etico significhi fare beneficenza». Sottolinea con forza Elisabetta Villa, «Diverse ricerche dimostrano come valutare gli investimenti, integrando fattori ESG nelle analisi, consenta di dare stabilità ai portafogli e anche di migliorare le performance corrette per il rischio nel tempo».

I vantaggi dell’analisi ESG

«L’analisi ESG (ambientale, sociale e di governance) consente di avere più informazione sugli emittenti – spiega Villa – in merito ai rischi che potrebbero poi andare a perturbare in qualche modo le performance di queste azioni e obbligazioni in portafoglio. E di avere più informazioni anche sulle opportunità per questi emittenti. Permette ad esempio di scoprire nuovi settori e nuovi mega trend. E di identificare i settori e le aziende che, invece di subire la trasformazione ad essere sottoposti ai rischi legati allo sviluppo sostenibile, li trasformano in opportunità di business e in redditività».

Aziende con alti punteggi ESG: più redditività, meno volatilità

«Come dimostra un’analisi di Morgan Stanley (prima slide mostrata nel video, ndr), le aziende che hanno rating ESG elevato, sono anche quelle che hanno accesso al mercato dei capitali a costi più bassi. Significa che queste aziende potranno investire finanziandosi sui mercati finanziari a condizioni migliori. Questo ne migliora la redditività nel lungo termine. Ma c’è di più: le aziende più attente a tematiche come i temi di Diversity e Inclusion sono anche quelle più in grado di attrarre i maggiori talenti, più attive nell’innovazione e nella creatività».

Lo conferma anche un’analisi di Refinity, (seconda slide grafico a sinistra, ndr) che dimostra come le aziende leader in tematiche legate alla diversità e all’inclusione hanno anche performance di lungo termine migliori e una volatilità più ridotta rispetto a aziende invece meno coinvolte su questi temi. Infine da questa ricerca emerge come, tra gli emittenti, chi prende in considerazione il fattore S, quindi tutto quello che è legato al sociale, ha minori rischi di downside e di perdite».

Investimenti sostenibili, rischio greenwashing

Non è detto però che qualsiasi emittente che vanti un’etichetta green o sostenibile, lo sia davvero. «Per valutare la sostenibilità di un emittente e impostare su di essa i propri investimenti, è necessario avere una lunga esperienza e una metodologia consolidata. Etica Sgr ce l’ha: è nata 21 anni fa come società di gestione del risparmio specializzata in investimenti sostenibili e responsabili – ricorda Elisabetta Villa – L’intera gamma prodotto di Etica Sgr è totalmente sostenibile.

La mission della società è scritta nello Statuto: rappresentare i valori della finanza etica nei mercati finanziari, con la convinzione che questo si possa tradurre in valore aggiunto, non solo per la società e per l’ambiente, ma anche per i nostri investimenti e i nostri risparmi. La finanza etica, infatti, pone al centro delle scelte finanziarie ambiente e società, ricercando un doppio impatto: sul valore degli investimenti e sul Pianeta».

L’approccio olistico di Etica Sgr

Etica Sgr ha un approccio che definisce “olistico”. «Parte innanzitutto dall’organizzazione aziendale – spiega ancora Villa –  non basta avere uno, due, dieci prodotti a scaffale con l’etichetta sostenibile. La sostenibilità deve far parte di tutto il processo, della governance e della strategia aziendale.

In secondo luogo l’approccio olistico riguarda gli emittenti che passano i filtri della selezione: essi devono presentare le migliori caratteristiche in termini ambientali, sociali di governance, con un approccio integrato di queste tre dimensioni».

Fondamentale il Rischio ESG

«Il rischio di sostenibilità è importantissimo, anche per la stabilità del sistema finanziario. Il legislatore con il Regolamento 2088 ha posto al centro della regolamentazione il rischio di sostenibilità. Etica Sgr lavora su questi temi da oltre vent’anni! E da ben prima della nascita del Regolamento europeo la società aveva sviluppato, grazie al lavoro dell’Area Risk Management, una metrica proprietaria di misurazione del rischio ESG: il “Rischio ESG”, appunto.

La metrica interviene su due livelli:

  1. Nella selezione degli emittenti, in cui integra il processo di investimento e aiuta nella selezione e soprattutto nella esclusione di quegli emittenti che, pur presentando un punteggio di sostenibilità tutto sommato accettabile, subirebbero troppi impatti negativi qualora si verificasse un evento avverso dal punto di vista ambientale sociale o di governance.
  2. Per monitorare il rischio di portafoglio, migliorando le stime ex ante del rischio finanziario tradizionale e consentendo di avere una maggiore stabilità nel rischio di portafoglio, stime migliori e una più robusta gestione del rischio».

La selezione degli emittenti per Etica Sgr

Il cuore dell’attività di Etica Sgr è la metodologia di valutazione e selezione degli emittenti. Elisabetta Villa entra nel merito: «Si chiama ESG EticApproach® ed è una metodologia proprietaria, sviluppata dalla nostra Area Analisi e Ricerca che, partendo da un universo di riferimento, ci conduce poi alla selezione nell’universo investibile e poi alla costruzione di portafoglio.

In prima analisi vengono applicati i criteri negativi di esclusione, che permettono di scartare tutti gli emittenti coinvolti in attività o settori controversi (per esempio, per le imprese, armi, tabacco, gioco d’azzardo, energia nucleare, pesticidi) o che sono coinvolte in gravi episodi riguardanti temi quali il rispetto dei diritti dei lavoratori, il rispetto dell’ambiente e la corruzione. In seconda analisi, la selezione applica i criteri positivi di valutazione, che permettono di analizzare imprese e Stati in modo dettagliato, sulla base di parametri ambientali, sociali e di governance, attribuendo loro un punteggio sintetico. Solo gli emittenti con punteggi superiori ad una soglia assoluta, risultanti tra i migliori del proprio settore (approccio “best in class”) ed aventi un profilo qualitativo e reputazionale buono, entrano a far parte del paniere dei fondi di Etica Sgr».

L’importanza dell’engagement

«A chiudere questo processo, una volta che gli emittenti sono entrati nei portafogli, c’è l’engagement: il dialogo e l’azionariato attivo con le aziende che includiamo nel portafoglio. Questo approccio è per noi fondamentale per realizzare il nostro impegno etico nei confronti del Pianeta e per valutare che cosa stanno facendo le aziende in cui investono i nostri fondi dal punto di vista della sostenibilità – continua Elisabetta Villa. – L’engagement ha un valore importantissimo, anche informativo: andare a parlare con il management di un’azienda ci consente di capire qual è la strategia, la visione. Il bilancio di sostenibilità è una cosa meravigliosa, i dati quantitativi sono molto importanti, ma poi solo vedendo veramente che cosa fa l’azienda nel concreto si può portare valore».

Al passo con le normative europee

La Commissione europea è un attore fondamentale per la finanza sostenibile, in particolare con l’SFDR e la Tassonomia. «Etica sgr ci sta lavorando alacremente da mesi – testimonia Elisabetta Villa – Le nuove normative hanno portato importanti cambiamenti e ci saranno notevoli passi da fare. Il Regolamento 2088 (o SFDR) ha il merito di fornire un primo tentativo per un quadro comune nella classificazione degli investimenti sostenibili e ha consentito di dare ancora più trasparenza e visibilità alla nostra missione.

Il Regolatore chiede di classificare i prodotti e di dire in che misura sono sostenibili. Per quanto Etica Sgr, l’intera gamma italiana è classificata come articolo 9, quindi il cosiddetto dark green come lo chiamano nella regolamentazione. Significa che si tratta di prodotti che hanno come obiettivo investimenti sostenibili. Un obiettivo che noi ci siamo dati, che misuriamo che monitoriamo e che dobbiamo poi rendicontare.

Quello che auspichiamo è che prestissimo ci siano anche dei parametri per quanto riguarda il sociale.

Finanza responsabile Come investire Investitori Istituzionali SFDR
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