Overshoot Day 2024, il 1° agosto la Terra esaurisce le risorse dell’intero anno

Overshoot Day 2024, l’inizio del deficit ecologico per l’Italia si è verificato il 19 maggio 2024, mentre a livello globale la data che segna l’esaurimento delle risorse naturali disponibili nell’anno in corso è il 1°agosto. Un giorno in meno rispetto all’Overshoot Day 2023.

Dal 1°agosto quindi utilizzeremo risorse extra, beni naturali che in realtà non potremmo permetterci. In questo modo, utilizzando più risorse di quelle che il Pianeta è in grado di rigenerare in un anno, stiamo usando risorse sottratte alle generazioni future. La data che segna l’inizio del sovrasfruttamento delle risorse naturali cambia ogni anno e, naturalmente, una data di Overshoot molto avanti nell’anno indica un consumo più oculato di risorse, al contrario, una data anticipata è spia di spreco. Inoltre, a determinarla non incide solo la fine delle risorse disponibili ma anche il superamento della soglia di immissione di Co2, ovvero il momento in cui i gas climalteranti rilasciati nell’atmosfera eccedono la capacità degli ecosistemi di assorbirli.

Se confrontiamo il 2024 con gli anni precedenti emerge per l’Italia un lieve miglioramento, nel 2023 e nel 2022 infatti l’Overshoot day italiano si era verificato prima, precisamente il 15 maggio, mentre per il 2021 la data di fine delle nostre risorse era caduta il 13 maggio e nel 2020 il 14 maggio.

L’Europa ha finito le risorse il 3 maggio, Estonia e Lettonia le peggiori 

Se allarghiamo il punto di vista ai Paesi del continente europeo, il giorno in cui abbiamo iniziato a consumare risorse naturali a debito si è verificato il 3 maggio, con Estonia e Lettonia che mostrano un uso meno sostenibile delle proprie risorse, per loro infatti il giorno d’inizio del deficit di materie prime e capacità di assorbimento di Co2 è stato rispettivamente il 9 e il 13 marzo. Una sonora bocciatura arriva anche per la Danimarca che, rispetto allo scorso anno, ha esaurito le risorse rigenerabili 12 giorni prima, il 16 marzo.

L’Overshoot day in poche parole

Le attività umane esercitano una forte pressione sulle risorse che gli ecosistemi sono in grado di rinnovare, attraverso:

  • Le emissioni di anidride carbonica
  • L’estrazione di minerali
  • Lo sfruttamento delle risorse idriche
  • La generazione di rifiuti
  • L’espansione delle aree urbane e industriali a scapito di habitat naturali
  • L’intensificazione dell’agricoltura e dell’allevamento intensivo
  • L’introduzione di specie invasive
  • La frammentazione e la distruzione di habitat naturali

L’analisi dell’Overshoot mostra in quale momento le attività umane superano e sovraccaricano i cicli e i processi rigenerativi su cui si basa la biosfera da cui dipendiamo.

L’Overshoot Day globale anticipato al 1° agosto 2024

A livello globale abbiamo visto che l’inizio del consumo non sostenibile cade l’1 agosto, un giorno prima rispetto all’anno precedente. Nell’attuale fase della lotta al cambiamento climatico, caratterizzata dalla fine della “fase di progettazione” e l’inizio degli “straordinari” per allineare tutti i gas serra all’obiettivo di 1,5°C, come ha sottolineato Simon Stiell, segretario esecutivo delle Nazioni Unite, questo peggioramento pesa come un macigno.

Qatar, Lussemburgo ed Emirati: i primi a consumare le risorse mondiali

I Paesi che per primi al mondo consumano le risorse disponibili sono Qatar, Lussemburgo e Emirati Arabi Uniti, praticamente questi Paesi consumano per tutto l’anno materie prime che non possiedono: il loro Overshoot day 2024 si è verificato rispettivamente l’11 febbraio, il 20 febbraio e il 4 marzo 2024. Dall’altra parte, i Paesi più avanti per la capacità di sfruttare in modo sostenibile le risorse sono il Kirghizistan, la Moldavia e la Guinea i quali finiranno le risorse in concomitanza con la fine dell’anno, rispettivamente il 30, 28 e 27 dicembre 2024.

Nonostante l’ingente mole di dati che avvertono come l’obiettivo di contenere l’aumento della temperatura globale a 1,5° gradi sia a rischio, c’è ancora immobilità, quando non aperto contrasto, da parte dei decisori politici, come ad esempio si è verificato il 25 marzo 2024 con il passo indietro di diversi Paesi Ue (tra cui l’Italia) sul nuovo regolamento comunitario per il ripristino degli habitat e la tutela della biodiversità che ha portato al congelamento della Nature Restoration Law.

La sfida della Cop29 a Baku: conflitto d’interessi nell’organizzazione

La Cop29, il prossimo vertice diplomatico mondiale che fotograferà lo stato di salute dell’azione globale per il clima e cercherà di allineare a più audaci obiettivi i Paesi della Terra si terrà a Baku, capitale dell’Azerbaigian, dall’11 al 22 novembre 2024. Anche in questo caso, come per la Cop28 affidata al ministro dell’Industria degli Emirati Arabi nonché amministratore delegato della dodicesima compagnia petrolifera più grande del pianeta, non mancano criticità legate al conflitto d’interessi che coinvolge il comitato organizzativo della Conferenza delle Parti, infatti a guidare i colloqui per il clima della Cop29 ci sarà Mukhtar Babayev ministro dell’ecologia e delle risorse naturali del governo azero, per 24 anni dirigente di SOCAR, la società produttrice di petrolio e gas naturale di proprietà statale dell’Azerbaigian.

Finanza etica e impronta ecologica 

Nell’idea di investimento responsabile di Etica Sgr, l’obiettivo di ottenere potenziali performance finanziarie positive va associato a quello di generare effetti positivi per l’ambiente e la società. Scegliere di investire in fondi sostenibili e responsabili vuol dire considerare anche l’impatto ESG (ambientale sociale e di governance).

Un’iniziativa rilevante in questo senso è sicuramente il Report di Impatto. Questo studio annuale illustra i risultati, in termini di impatto, degli investimenti azionari dei fondi di Etica Sgr dal punto di vista ESG rispetto al mercato di riferimento (MSCI World, il benchmark azionario dei fondi).

Tra i risultati ambientali, rispetto al mercato di riferimento, si legge che le società presenti nei portafogli dei fondi di Etica Sgr che hanno definito obiettivi allineati all’accordo di Parigi (Science Based Targets) sono +35%, quelle che hanno dichiarato un target di consumo di energia da fonti rinnovabili sono il +15% e, infine, le società coinvolte in attività legate ai fossili sono il -51%.

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