Overshoot Day 2021: i paesi più ricchi sono già in debito con la Terra

L’Overshoot day è il giorno che segna l’esaurimento delle risorse rinnovabili che la Terra è in grado di rigenerare nell’arco di 365 giorni. La data cambia di anno in anno a seconda della rapidità con cui tali risorse vengono sfruttate. Nel 2021 questa data, a livello globale, deve ancora arrivare ma in alcuni paesi, tra cui l’Italia, è invece già scattata.

Overshoot day 2021 e impronta ecologica

L’Overshoot day è una data simbolica e viene calcolata dal Global footprint network (Gfn), organizzazione no-profit internazionale che si occupa di elaborare l’impronta ecologica delle nazioni del pianeta. Tale giorno viene calcolato confrontando le esigenze dell’umanità, in termini di emissioni di carbonio, terreni coltivati, sfruttamento degli stock ittici e uso delle foreste per il legname, con la capacità del pianeta di rigenerare queste risorse e di assorbire il carbonio emesso. Le riserva biologica che gli ecosistemi della Terra sono in grado di rinnovare in un anno viene chiamata dagli scienziati “biocapacità globale”.

Il giorno del sovrasfruttamento nel 2020 era arrivato più tardi del solito, ovvero il 22 agosto (nel 2019 era stato il 29 luglio) e la causa è stata, naturalmente, la pandemia, che ha rallentato l’intera economia globale. In quale giorno del 2021 esauriremo la “biocapacità” del pianeta non è ancora noto, ma diversi Overshoot Day 2021 delle singole nazioni sono già stati superati. In Italia, per esempio, è stato il 13 maggio, in anticipo di un giorno rispetto all’anno precedente, nonostante gli effetti della pandemia.

Questo evento dimostra due cose:

  1. Che per i paesi più ricchi e industrializzati, le chiusure dovute al lockdown non sono state sufficienti per rallentare più di tanto il consumo di risorse.
  2. Il secondo tema, altrettanto preoccupante, è quello che, ogni anno che passa, si anticipa il giorno dell’Overshoot. Nel 1975, il giorno in cui la popolazione mondiale entrava in debito con il pianeta cadeva il 28 novembre. Da allora, inesorabilmente (tranne rare eccezioni, come abbiamo appena visto) il giorno in cui viene superato il limite arriva sempre prima.

Overshoot Day 2021: una panoramica mondiale

Vediamo cosa succede fuori dai confini nazionali. Il primo Overshoot day di quest’anno si è registrato in Qatar (9 febbraio), seguito dal Lussemburgo (15 febbraio). Queste due nazioni sono a debito di risorse per quasi l’intero anno. A seguire ci sono Emirati Arabi Uniti (7 marzo), Canada, Kuwait e Stati Uniti (14 marzo). Per contro, gli stati dove l’Overshoot arriva più tardi sono il Nicaragua (2 dicembre), Ecuador (7 dicembre) e, infine, l’Indonesia (18 dicembre).

Secondo i calcoli elaborati dal Global Footprint Network, quindi, all’Indonesia bastano poche risorse rinnovabili in più rispetto a quelle offerte dalla natura, mentre, nel caso degli Stati Uniti, ne servirebbero 5 volte tanto. Da aggiungere, poi, che non tutti gli stati hanno un Overshoot day: non si applica laddove l’impronta ecologica degli abitanti non supera la biocapacità globale della Terra.

In questo caso, però, il rischio è quello di trovarsi davanti a paesi poveri di risorse sia naturali che finanziarie. È la trappola della ‘povertà ecologica’ e nel 1980 riguardava 2,5 miliardi di persone (il 57% della popolazione mondiale). Nel 2017, a trovarsi in ‘povertà ecologica’ sono 5,4 miliardi di persone, ovvero il 72% della popolazione.

overshoot day 2021

I paesi più ricchi consumano il 52% delle risorse

Attualmente, sempre secondo il Global Footprint Network, il consumo della popolazione mondiale si attesta intorno all’equivalente di 1,6 pianeti all’anno. Se non invertiamo la rotta e continuiamo ai ritmi attuali, arriveremo a consumare due pianeti entro il 2030. Eppure, come recitano le numerose manifestazioni organizzate dai movimenti di piazza, “there’s not planet B”, ovvero di pianeta ne abbiamo uno solo.

Non sorprende che i paesi con un reddito più alto e mancanza di materie prime siano anche i principali consumatori di risorse: il 14% della popolazione mondiale sfrutta il 52% delle risorse disponibili. Se ogni abitante terrestre adottasse questo stile di vita, il rischio sarebbe quello di passare dal 173% al 367% di biocapacità globale sfruttata all’anno.

Esistono diverse soluzioni per ridurre tale disuguaglianza e guidare il nostro sviluppo verso la sostenibilità. Riforestare un’area grande 350 milioni di ettari, per esempio, ritarderebbe l’Overshoot day di 8 giorni mentre un miglioramento dell’efficienza energetica delle nostre città potrebbe posticiparlo di tre settimane. Se riuscissimo a tagliare il 50% delle emissioni di anidride carbonica, il giorno del debito con la Terra cadrebbe addirittura 3 mesi dopo.

Etica Sgr per l’ambiente

Overshoot Day 2021-Etica Sgr e l'ambiente

Etica Sgr è da sempre in prima linea sul tema del cambiamento climatico e più in generale sul tema ambientale. Nel nostro DNA l’approccio ambientale è comunque sempre valutato anche rispetto alla dimensione sociale e di governance (ESG).

Questo approccio tridimensionale, che abbiamo intrapreso ventuno anni fa, sta vivendo un crescente riconoscimento globale, corroborato dalla transizione verso un’economia resiliente e a basse emissioni di carbonio. Occorre però sempre valutare anche gli effetti in termini di implicazioni sul lavoro e, in modo più ampio, sulla comunità.

Giusta transizione

Overshoot Day 2021 - Just Transition

È per questo che Etica Sgr intende perseguire una transizione giusta, in linea con l’Accordo di Parigi sul cambiamento climatico 2015, al fine di accelerare l’azione per il clima in modo da raggiungere gli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile (SDG) delle Nazioni Unite. Tanto è vero che abbiamo sottoscritto la campagna  “Statement of Investor Commitment to Support a Just Transition on Climate Change” (Dichiarazione di impegno degli investitori per una transizione giusta ad un’economia a basso impatto per il clima). Iniziativa che nasce in seguito agli eventi a cui abbiamo partecipato con PRI e ICCR.

Carbon footprint

Etica Sgr si è impegnata a misurare e rendicontare le emissioni del portafoglio azionario dei propri fondi etici.

Dal 2015, in seguito alla sottoscrizione del Montréal Carbon Pledge, misuriamo la carbon footprint (in italiano “impronta di carbonio”): il calcolo delle emissioni di gas climalteranti attribuibili a un prodotto, un’organizzazione o un individuo. Una rigorosa analisi di sostenibilità utile a calcolare con accuratezza l’impatto ambientale degli investimenti, di cui teniamo conto nel corso del nostro processo di analisi dei titoli

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