Overshoot Day 2022, siamo sempre più in debito con la Terra

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L’Overshoot Day è il giorno che segna l’esaurimento delle risorse rinnovabili che la Terra è in grado di rigenerare nell’arco di un anno solare. La data cambia di anno in anno, a seconda della rapidità con cui le risorse vengono sfruttate. Nel 2022 cade il 28 luglio.

Secondo questo calcolo, se al mondo esistessero solo i Paesi ricchi e industrializzati, avremmo bisogno di cinque pianeti per sostenerne i consumi quotidiani.

Overshoot Day 2022, il mondo è sempre più in debito con la Terra

Viviamo un momento storico sospeso tra la negazione dell’emergenza climatica, l’accettazione passiva di una fatale catastrofe e il senso di responsabilità indotto dalla consapevolezza di un degrado scientificamente misurabile.

Oggi la comunità internazionale è in grado di monitorare la soglia di rischio attraverso alcuni indici e obiettivi globali. Per esempio, l’Agenda 2030, il programma di azione globale delle Nazioni Unite per lo Sviluppo Sostenibile, con gli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile impegna i Paesi sottoscrittori al consumo e alla produzione responsabili. E tra gli indici che monitorano la gestione e l’uso efficiente delle risorse naturali messe a disposizione dal Pianeta va segnalato l’Overshoot Day.

Cos’è l’Overshoot day

L’Overshoot Day è una data simbolica elaborata ogni anno dal Global Footprint Network, una organizzazione no-profit internazionale che studia l’impronta ecologica di tutti i Paesi.

Nella pratica, viene prima calcolata la biocapacità terrestre globale, cioè quella “riserva biologica” che permette all’ecosistema di rigenerare le risorse e di assorbire il carbonio emesso. Quindi si stimano le esigenze dell’umanità in termini di emissioni di carbonio, di terreni coltivati, di sfruttamento degli stock ittici e di uso delle foreste. Si calcola infine il numero di giorni in cui i due dati si compensano a vicenda: i giorni in cui i consumi oltrepassano la “riserva” sono detti di overshoot (“superamento”), in quanto eccedono le risorse disponibili.

Occorre aggiungere che non per tutti i Paesi esiste un Overshoot Day: ciò accade quando l’impronta ecologica non supera la biocapacità globale; in questi casi, però, l’assenza del dato è spesso indice di una povertà di risorse naturali e finanziarie.

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Quando viene annunciato 

Il calcolo dell’Overshoot Day è quindi dato dal rapporto tra l’ammontare di tutte le risorse che la Terra è in grado di generare ogni anno e l’impronta ecologica dell’umanità, cioè la richiesta di risorse per quell’anno.

I valori in gioco sono ottenuti da stime fornite dall’ONU e dall’integrazione tra tendenze storiche e dati recenti. Il Global Footprint Network li elabora mettendo a disposizione ogni anno i risultati tra la fine di maggio e l’inizio di giugno.

Il dato del 2021 e l’eccezione 2020 

Nel 2021 l’Overshoot Day, a livello globale, è caduto il 29 luglio, mentre in alcuni Paesi, tra i quali l’Italia, la data fatidica era già scattata da alcuni mesi, cioè il 13 maggio.

Nel 2020 Il giorno del sovrasfruttamento della Terra era arrivato più tardi del solito, ovvero il 22 agosto (nel 2019 era il 29 luglio): a generare l’inversione di tendenza è stato però un evento eccezionale, la pandemia di Covid-19, che ha comportato il rallentamento dell’economia globale e il conseguente impatto su consumi ed emissioni.

L’anno peggiore 

Dal 1972 a oggi la tendenza generale vede purtroppo un costante arretramento della data. Dal 10 dicembre stimato per il 1972 siamo giunti al 29 luglio del 2021. Con un significativo picco negativo in due anni consecutivi, il 2018 (25 luglio) e il 2019 (26 luglio): in pratica i due anni che hanno preceduto la pandemia.

L’Overshoot day globale 2022 

Per quest’anno il Global Footprint Network ha annunciato che l’overshoot day globale cade il 28 luglio, un giorno prima rispetto all’anno scorso. Da quel giorno cominceremo ad attingere alle risorse destinate al 2023, contraendo un debito sempre più pesante con la Terra. Evidentemente la pandemia non ci ha insegnato nulla.

Detto in altre parole: il genere umano sfrutta le risorse della Terra come se avesse a disposizione 1,75 pianeti. Questo risultato, ottenuto considerando i consumi di tutti gli Stati del mondo, è uno dei peggiori in assoluto e testimonia le drammatiche conseguenze degli stili di vita e delle abitudini di consumo dei Paesi a reddito alto.

L’Overshoot day 2022 in Italia 

Per il nostro Paese l’Overshoot 2022 è stato il 15 maggio abbiamo esaurito le risorse disponibili per l’anno in corso e da allora stiamo consumando le risorse del 2023.

Il Global Footprint Network stima che la percentuale più alta dell’impronta italiana sia data dai consumi alimentari (25%) e dai trasporti (18%), seguiti da edilizia, agricoltura, allevamento ed energia.

Secondo i calcoli, se tutti gli abitanti del pianeta vivessero come noi italiani, servirebbero 2,8 pianeti per sostenere i consumi.

I Paesi maglia nera 

Nel 2022 il primo Paese ad aver raggiunto l’Overshoot Day è stato il Qatar (10 febbraio), seguito dal Lussemburgo (14 febbraio). Entrambi i Paesi vantano il poco invidiabile primato di vivere a debito di risorse per quasi tutto l’anno. A seguire ci sono Canada, Stati Uniti ed Emirati Arabi Uniti (13 marzo), quindi Australia (23 marzo), Belgio (26 marzo), Danimarca (28 marzo) e Finlandia (31 marzo).

Per contro, gli Stati dove l’Overshoot Day arriva più tardi sono la Giamaica (20 dicembre), l’Indonesia (3 dicembre) e l’Ecuador (6 dicembre). Significa quindi che alla Giamaica per vivere bastano poche risorse in più rispetto a quelle offerte dalla natura, mentre per gli Stati “maglia nera” servono in media cinque volte le risorse naturalmente disponibili.

Se tutti vivessimo da “maglia nera”, servirebbero quindi cinque pianeti per sostenere i consumi quotidiani.

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Risorse e sviluppo sostenibile 

La lettura di questi dati mette in evidenza due aspetti. Innanzitutto, le chiusure dovute al lockdown, soprattutto nei Paesi più ricchi e industrializzati, sul medio periodo hanno ridotto in modo poco significativo il consumo delle risorse. Secondariamente, anno dopo anno – salvo rare accezioni – l’Overshoot Day viene inesorabilmente anticipato allontanando il mondo dagli obiettivi sostenibili globali.

Dalle statistiche risulta anche evidente che i Paesi ad alto reddito e con poche materie prime sono i principali consumatori di risorse: il 14% della popolazione mondiale sfrutta il 52% delle risorse disponibili.

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Le sfide più importanti

Ridurre le disuguaglianze e indirizzare lo sviluppo verso la sostenibilità: sono queste le sfide del terzo millennio. E gli approcci possono essere i più diversi. Basti pensare che riforestare un’area grande 350 milioni di ettari ritarderebbe l’Overshoot day di 8 giorni, mentre un miglioramento dell’efficienza energetica delle nostre città potrebbe posticiparlo di tre settimane. E ancora, l’abbattimento del 50% delle emissioni globali di anidride carbonica sposterebbe più in avanti di tre mesi il giorno del debito con la Terra.

L’impatto ambientale di Etica Sgr

Nell’idea di investimento responsabile di Etica Sgr, l’obiettivo di ottenere potenziali performance finanziarie positive va associato a quello di generare effetti positivi per l’ambiente e la società. Scegliere di investire in fondi sostenibili e responsabili vuol dire considerare anche l’impatto ESG (ambientale sociale e di governance).

Un’iniziativa rilevante in questo senso è sicuramente il Report di Impatto (è possibile scaricare il documento alla fine di questo articolo). Questo studio annuale illustra i risultati, in termini di impatto, degli investimenti azionari dei fondi di Etica Sgr dal punto di vista ESG rispetto al mercato di riferimento (MSCI World, il benchmark azionario dei fondi).

Tra i risultati ambientali, rispetto al mercato di riferimento, si legge che le società presenti nei portafogli dei fondi di Etica Sgr che hanno definito obiettivi allineati all’accordo di Parigi (Science Based Targets) sono +119%, quelle che si impegnano pubblicamente a ridurre l’utilizzo di acqua e aumentare l’efficienza idrica dei processi sono il +24% e, infine, le società che sviluppano iniziative per la tutela della biodiversità sono +20%.

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