Paolo Capelli, Responsabile Risk Management di Etica Sgr, risponde alle domande di Financialounge. Ci spiega l’importanza di considerare i rischi climatici negli investimenti, alla luce dell’attuale emergenza climatica in corso.
L’impatto del cambiamento climatico sugli investimenti
Financialounge. «Il Global Risk Report 2026 ci parla di quelle che sono le minacce maggiormente avvertite nel breve termine: ci sono le crescenti pressioni geopolitiche ed economiche, ma nel lungo termine ci sono i problemi legati all’impatto ambientale. Come incide il cambiamento climatico sul valore degli investimenti?»
Capelli. «Il cambiamento climatico è un’evidenza e incide sugli investimenti nel breve, medio e soprattutto nel lungo periodo, se non dovessimo apportare nessun cambiamento al nostro modo di vita. Il problema di fondo è scomponibile in due parti. C’è una parte di normativa che impone il controllo e il calcolo del rischio climatico. E poi c’è un impatto più reale e finanziario, dovuto al fatto che il cambiamento climatico ha ovviamente una rilevanza soprattutto per specifiche industrie, ma in generale un po’ per tutti.
Il cambiamento climatico può riflettersi anche in specifiche crisi di liquidità. Abbiamo visto tutti gli effetti delle devastanti tempeste in Francia l’anno scorso o quello che sta succedendo in questi giorni negli Stati Uniti. Ad esempio, a New York hanno cancellato dodicimila-tredicimila voli per il gelo e per le nevicate eccezionali, e questo ha un impatto economico, con conseguenze dirette potenziali anche sulle valutazioni borsistiche delle varie industrie che vengono coinvolte in queste situazioni estreme anche dal punto di vista climatico.
Il cambiamento climatico può anche indurre una crisi di liquidità, perché, qualora si dovessero verificare situazioni non così estemporanee ma prolungate — ad esempio, di elevata siccità in determinate regioni del mondo dove si coltiva il grano oppure situazioni particolarmente gravi di tempeste tropicali, di cicloni, di uragani, protratte nel tempo — questo avrebbe un impatto significativo sulla valutazione degli strumenti finanziari e, di conseguenza, potrebbe indurre anche crisi di liquidità. Motivo per cui anche la normativa ci chiede di fare delle valutazioni di rischio climatico associato anche alle possibili crisi di liquidità che questo può comportare o con le quali si può intrecciare.»
L’integrazione del rischio climatico nei portafogli di Etica Sgr
Financialounge. «L’impatto ambientale è quindi una tematica sempre più cruciale. In che modo Etica Sgr integra i criteri climatici nel processo di investimento?»
Capelli. «A differenza delle tradizionali misure di rischio finanziario e di quelle più recenti, ma abbastanza diffuse, di rischio di sostenibilità, le metriche di rischio climatico sono, per loro stessa natura, nuove, pertanto un po’ meno testate, dal punto di vista statistico. Quello che Etica Sgr cerca di fare è di rispondere alle richieste normative, ponendo dei limiti di esposizione, in termini di investimenti legati a un rischio fisico climatico potenzialmente elevato. Quindi cerchiamo di evitare questi tipi di investimenti o di limitarne il peso nei portafogli.
Dall’altro lato, calcoliamo una specifica metrica di rischio, cosiddetta “ClimVaR”: cerchiamo, cioè, di determinare quale possa essere la perdita attesa entro un determinato livello di confidenza legata anche al rischio di sostenibilità, in un contesto di rischio climatico “stressato”. L’obiettivo è avere un’idea di come potrebbero reagire i portafogli, e quindi, a quali perdite potrebbero andare incontro, non solo per gestire nel “day-by-day” i portafogli (si tratta di misure di medio-lungo termine), ma anche per avere una stima di possibili “stress test”, in condizioni di rischio climatico amplificato.»
L’importanza di un approccio prudenziale negli investimenti
Financialounge. «Il 2026 si è aperto in un contesto di forti tensioni geopolitiche ed economiche. Alla luce di tutto questo, gli investitori come si devono muovere per impostare al meglio i loro portafogli?»
Capelli. «È sempre bene cercare di limitare la propria esposizione, in primis, in termini di volatilità. Siamo in un contesto in cui i fattori di potenziali “spike” di volatilità (ossia, picchi di volatilità), possono essere diversi. Ci sono le tensioni geopolitiche in primis, le situazioni climatiche di cui abbiamo accennato e situazioni particolarmente imprevedibili che hanno conseguenze sulle diverse correlazioni tra le asset class.
Ad esempio, al momento nessuno conosce cosa succederà in Iran, ma è ovvio che un eventuale intervento statunitense in Iran potrebbe comportare una modifica sostanziale del prezzo del greggio, che potrebbe avere un impatto, non solo sul prezzo del petrolio, ma anche nelle correlazioni tra le diverse commodity e, in ultimo, tra le diverse asset class. L’invito da parte mia è dunque il seguente: avere prudenza nella creazione dei portafogli e fidarsi un po’ di più delle misure di rischio, utilizzandole come misure predittive per un approccio prudenziale agli investimenti.»
La metrica proprietaria di Etica Sgr sul rischio climatico
In un panorama così complesso, un buon approccio di investimento deve necessariamente integrare i criteri legati al cambiamento climatico nella costruzione del portafoglio.
Etica Sgr, in conformità con quanto richiesto dal Regolatore europeo, ha integrato nelle misure di rischio tradizionali il calcolo del rischio climatico, sviluppando una la metrica denominata “ClimVaR”, dalla natura statistica e previsionale, per misurare, prevedere e gestire in modo efficiente le potenziali ricadute dei rischi climatici sui portafogli di investimento.
Recentemente, Etica Sgr ha elaborato una nuova metrica sul Rischio ESG nei portafogli multi-asset, che permette di identificare il contributo al rischio delle diverse classi di attività presenti in un portafoglio, considerando sia il rischio finanziario tradizionale sia l’esposizione al Rischio ESG.
Un ulteriore passo in avanti per migliorare l’analisi dei rischi finanziari di portafoglio e per la gestione del rischio in conformità alla legislazione sulla finanza sostenibile.
Si prega di leggere le Note legali.


