Il mare come spazio condiviso. Un luogo aperto, dove respirare e ripartire.
Seasters nasce da un bisogno comune, prima ancora che da una passione. All’inizio erano poche donne con la sensazione che qualcosa, nel mondo della vela, non funzionasse: troppe regole non scritte, un ambiente percepito come esclusivo, spesso dominato da logiche poco accessibili. Il mare, invece, offriva un’altra possibilità: uno spazio aperto, senza gerarchie rigide, dove rimettersi in movimento. «All’inizio volevamo solo respirare. Il mare è stato la nostra via d’uscita: nessun obiettivo particolare, solo libertà condivisa.»
Da quelle prime uscite informali prende forma Seasters, oggi una cooperativa di donne+ che ha scelto di navigare senza ruoli fissi.
Imparare in mare, insieme
In barca le competenze si condividono. Chi sa insegna, chi sta imparando prova. I ruoli non sono mai definitivi e il comando passa di mano in mano, in base alle situazioni e alle capacità. È così che la vela diventa accessibile e che l’esperienza in mare si trasforma in un percorso di autonomia.
Seasters conta oggi circa trenta socie e due barche di proprietà collettiva. Non esistono armatrici individuali: ogni persona contribuisce perché tutte possano navigare. La proprietà condivisa non è solo una scelta organizzativa, ma un modo per redistribuire responsabilità, costi e possibilità. «Non siamo singole armatrici, ma una squadra. Ognuna mette qualcosa perché tutte possano navigare.»
La formazione è basata sull’autoapprendimento reciproco. Non c’è una scuola frontale, ma una pratica continua fatta di uscite, errori, osservazione e confronto. Lettura del vento, manovre, regate invernali: ogni esperienza diventa occasione di apprendimento.
In mare si impara a fidarsi dell’equipaggio e a costruire sicurezza, non solo tecnica ma anche personale. È un processo che continua nel tempo e che rafforza l’autonomia di chi partecipa.
Oltre la vela
Accanto alla dimensione sportiva, Seasters sviluppa progetti a forte impatto sociale. Tra questi, Sailing Without Borders, che porta in barca donne rifugiate e donne del territorio di Ostia, mettendo insieme storie ed esperienze diverse lungo la stessa rotta.
Il mare diventa uno spazio neutro, dove le differenze si incontrano senza etichette e dove la fiducia si costruisce attraverso gesti concreti, condivisi. «Insieme si impara la rotta e la fiducia: in sé, nelle altre, nel mare.»
La vita di bordo rafforza il senso di comunità. Ogni gesto conta: chi prende una cima, chi legge una carta, chi prepara un pasto per tutte. È in questa quotidianità che le uscite diventano qualcosa di più di una semplice navigazione.

Insieme, verso nuovi orizzonti
È stato possibile sviluppare questo progetto grazie al Gruppo Banca Etica e al Fondo per la Microfinanza di Etica Sgr.
Guardando al futuro, la rotta resta aperta: più uscite, più equipaggi misti per esperienza, più progetti sociali. Non si tratta di conquistare il mare, ma di abitarlo in modo diverso, per renderlo quanto più accessibile.
Seasters è una storia di microfinanza che parla di cooperazione, fiducia reciproca e libertà condivisa. Un progetto che dimostra come imparare insieme, in mare aperto, possa diventare un’esperienza di autonomia e trasformazione.
Si prega di leggere le Note Legali.

