Violenza economica di genere: l’impegno di Etica Sgr con Monetine

Violenza economica di genere: Etica Sgr supporta “Monetine”, un progetto che ha l’obiettivo di aiutare le donne vittime di violenza economica a riconoscerla, contrastarla e superarla prendendo consapevolezza dei passi da intraprendere per riacquistare sicurezza in se stesse e la propria indipendenza economica.

Nonostante il raggiungimento di importanti traguardi, molto resta ancora da fare per contrastare la violenza economica di genere verso donne, ragazze e bambine. L’Organizzazione mondiale della sanità stima che una donna su tre a livello globale sia vittima di abusi fisici o psicologici da parte di una persona a lei vicina.

Il fenomeno della violenza economica di genere è purtroppo presente in molte società, a tutte le latitudini. I Paesi dove la violenza di genere è più radicata sono l’Africa sub-sahariana, l’India, il Medio Oriente e il Nord Africa ma, come mostrano i dati, raggiunge livelli allarmanti anche nelle economie avanzate: in Italia, secondo i dati Istat, le donne che nel corso della propria vita hanno subito una forma di violenza fisica o psicologica rappresentano il 31,5% sul totale della popolazione femminile. La maggior parte delle volte, il 62,7%, il responsabile della violenza è il partner.

I mille volti della violenza di genere

La violenza fisica colpisce con maggiore incidenza le donne nella fascia di età compresa tra i 25 e i 44 anni e, in questa fascia, in particolar modo le più giovani con tassi doppi rispetto alla media nazionale. Riguarda sia donne che ricoprono posizioni professionali elevate sia donne senza una posizione lavorativa stabile. Per quanto riguarda la caratterizzazione a livello geografico, in Italia non ci sono particolari differenze a livello territoriale. I dati ci dicono quindi che gli atti di violenza e gli abusi contro le donne non sono caratterizzati né dalle fasce di reddito, né dalla classe sociale, né tantomeno dalle zone geografiche. Confermano invece che nove volte su dieci il maltrattante ha una relazione affettiva con la vittima.

La violenza psicologica è il cosiddetto minino comune denominatore degli atti di coercizione: infatti è presente in ogni forma di violenza che sia fisica, sessuale o economica ma può anche manifestarsi singolarmente. Anche in questo caso nella maggior parte dei casi il responsabile della violenza è il partner, l’ex partner o una persona vicina con la quale la vittima ha o ha avuto un legame affettivo. L’incidenza degli abusi psicologici è maggiore tre le giovanissime (16-24 anni).

È importante sottolineare come l’abuso psicologico non sia meno grave di quello fisico, infatti le conseguenze della violenza perpetrata senza l’uso della forza sono devastanti per la salute fisica e mentale.

Questo tipo di violenza si esprime tramite diversi atti, limitazione della libertà, controllo, proibizioni, soprusi non sempre riconoscibili dalla vittima anche in ragione del fatto che l’abuso psicologico tende a confondere e influenzare i pensieri di chi lo subisce. Le vittime si allontanano dalla propria rete sociale, rinunciano alla propria carriera e alla propria gestione del tempo, arrivando a perdere completamente la propria individualità.

La violenza economica di genere

La violenza economica di genere, ovvero l’insieme delle azioni volte a impedire a una donna di essere indipendente a livello economico e di gestire liberamente il proprio denaro, è tra le forme più dure di sopraffazione non fisica. Ciononostante è un fenomeno ancora poco indagato anche se riguarda il 33% delle donne che si rivolgono a un centro antiviolenza.

La limitazione della libertà economica, come avviene per gli abusi di natura psicologica, è spesso difficile da riconoscere soprattutto quando è calata in contesti culturali che giustificano il fatto che sia l’uomo a detenere il controllo economico.

Oltre a incidere sul benessere mentale delle vittime e ad allontanarle dalla sfera delle relazioni sociali, il controllo economico compromette lo sviluppo personale e professionale di chi lo subisce. Inoltre incide e limita l’accesso delle donne alle cure mediche, proprie e dei figli, rendendo le vittime completamente dipendenti dal partner per ogni aspetto della vita quotidiana.

A creare le condizioni favorevoli all’instaurarsi di una coazione economica all’interno di un nucleo famigliare concorre naturalmente anche il divario di genere presente strutturalmente nel mondo del lavoro. Come afferma il Gender Policies Report 2022 dell’Inapp, l’Istituto nazionale per l’analisi delle politiche pubbliche che annualmente fornisce una fotografia del gender gap nel mondo del lavoro, la popolazione femminile è ostaggio di limitazioni e ostacoli cronici, ovvero che non mostrano segni di miglioramento nel tempo: part-time involontario, contratti precari, accoppiamento del genere femminile a settori poco remunerativi, differenze salariali (gender pay gap) e limitazioni nell’accesso a posizioni di leadership. Per la precisione, nonostante le donne laureate in Europa siano di più della controparte maschile, solo il 7% delle aziende in in UE sono guidate da una donna.

 

MIO IL DENARO MIA LA SCELTA: il bando per contrastare la violenza economica di genere

Consapevole della necessità di moltiplicare le azioni per contrastare il fenomeno sommerso della violenza economica di genere il 25 novembre 2021 Fondazione Finanza Etica ha promosso un bando per la creazione di strumenti utili ad avviare un processo di educazione finanziaria femminile. Perché il primo passo per proteggersi, emanciparsi ed essere indipendenti è la conoscenza dei propri diritti. Inoltre, per proteggersi dai soprusi mirati a negare l’indipendenza economica è fondamentale l’educazione finanziaria, uno strumento imprescindibile di prevenzione della violenza economica.

Sono queste le direttrice lungo le quali è nato e si è sviluppato MIO IL DENARO MIA LA SCELTA, il bando per l’educazione finanziaria a donne vittime di violenza economica di genere.

MIO IL DENARO MIA LA SCELTA prevede il sostegno di un progetto attraverso un’erogazione di 50mila euro di contributo a fondo perduto, somma messa a disposizione dal laboratorio di ricerca economica e finanziaria Con-Etica, il programma di erogazioni liberali di Etica Sgr e Fondazione Finanza Etica.

Alla scadenza del bando, il 28 febbraio 2022, sono arrivate 29 proposte da tutta Italia provenienti da enti, associazioni e fondazioni che operano nel settore del sostegno e dell’aiuto alle donne vittime di violenza di genere, ma anche da realtà imprenditoriali che lavorano sui temi della diversity&inclusion in partenariato con una realtà esperta di educazione finanziaria.

Il progetto prevedeva una fase di sperimentazione dei prodotti di comunicazione proposti su un campione di donne in almeno un centro antiviolenza. Dopo la prima fase di valutazione e la selezione dei progetti, le 12 realtà scelte che hanno passato la prima selezione hanno presentato, al 10 maggio 2022, gli ulteriori elementi del progetto: il piano di comunicazione, un cronoprogramma, il budget e i curriculum vitae delle risorse coinvolte.

Il progetto vincitore: “Monetine”

Il progetto vincitore è stato presentato da Glocal Impact Network, laboratorio di design sull’innovazione allo sviluppo di Prato, in collaborazione con il centro antiviolenza La Nara, coordinato da Francesca Ranaldi e due persone di elevata esperienza nell’educazione finanziaria: Ami Fall, bancaria da oltre vent’anni e autrice del progetto @pecuniami, pagina Instagram dedicata alla divulgazione e all’educazione finanziaria rivolta in modo particolare alle donne e Azzurra Rinaldi, docente di Economia politica presso l’Università degli Studi di Roma Unitelma Sapienza dove è direttrice della School Of Gender Economics, esperta di economia di genere, autrice di articoli e libri sui temi del gender gap.

Monetine, questo il nome del progetto, è una piattaforma che ha l’obiettivo di aiutare le vittime di violenza economica di genere a riconoscerla, contrastarla e superarla. Il progetto sarà online nella primavera del 2023.

La particolare difficoltà nel riconoscere e denunciare la violenza economica di genere e le radici culturali entro cui si nasconde questo tipo di abuso, mostrano come sia importante affrontare questo tema in maniera sistemica, ovvero considerando tutte le sfere entro cui si manifesta il fenomeno: personale, sociale, culturale. Per questo il coinvolgimento delle operatrici e degli operatori bancari, uno degli elementi costitutivi del progetto vincitore, è stato considerato come uno degli elementi di maggiore interesse, dalla Fondazione, nella sua scelta.

In questa fase è stata realizzata l’attività di co-progettazione e di analisi dei bisogni con le donne dei centri antiviolenza, attraverso gli strumenti del co-design, che ha visto il coinvolgimento dei 18 centri antiviolenza del Coordinamento Toscano Tosca, partner di progetto.

Questa attività ha previsto una prima analisi dei bisogni, con interviste alle donne ospiti delle case protette del Centro Antiviolenza La Nara di Prato, con conseguente realizzazione di un report dei bisogni locali e la presentazione del report al tavolo di coordinamento regionale, per la distribuzione di questionari presso tutti i centri antiviolenza regionali.

A seguito dei risultati di questi incontri, a cura di Ami Fall, saranno elaborati i contenuti formativi. Guardiamo allora da più vicino come è organizzato il progetto “Monetine”.

I principali destinatari del percorso contro la violenza economica “Monetine” sono le donne che hanno chiesto supporto a un centro antiviolenza ma anche le operatrici e gli operatori dei centri a cui verranno forniti strumenti e metodologie per migliorare il servizio offerto.

Monetine: i tre step del progetto rivolti alle donne

  • Come entrare in banca e iniziare a prendersi cura di sé.
  • Come gestire i soldi e iniziare a costruire la propria indipendenza economica.
  • Come programmare il futuro e ricominciare a sognare.

Gli strumenti rivolti alle operatrici e agli operatori

  • Una video-lezione rivolta sul tema “L’ingresso in banca e l’acquisizione di autonomia: come supportare le vittime di violenza nell’accesso in banca”. Attività propedeutiche, analisi dei bisogni/prodotti, opportunità, eccezioni.
  • Un opuscolo cartaceo per aiutare a riconoscere eventuali casi di violenza economica di genere che si verificano negli sportelli dal titolo: “Riconoscere e prevenire la violenza economica di genere e i suoi effetti da dietro lo sportello”.

Questa attività ha coinvolto direttamente Banca Etica, nelle seguenti fasi:

  •  Coinvolgimento di due persone operatrici di filiale per colloqui preliminari e di confronto con Ami Fall.
  • Invio questionario a tutte le persone che, in Banca Etica, hanno relazione diretta con la clientela e operano in filiale e all’ufficio CARE, ai e alle Consulenti di Finanza Etica, per cercare di comprendere al meglio il fenomeno della violenza economica visto con gli occhi delle persone che lavorano in banca.

I materiali saranno caricati sulla piattaforma digitale di (in)formazione Monetine. La diffusione della piattaforma coinvolgerà, oltre ai 18 centri antiviolenza toscani, almeno un centro antiviolenza per ogni regione italiana.

La comunicazione

In parallelo, sarà creata una campagna di comunicazione, coordinata da Ella Marciello, che prevede il supporto di influencer, attiviste e attivisti che produrranno contenuti e articoli volti alla sensibilizzazione sul tema della violenza economica di genere e che condivideranno sui propri profili social. Inoltre, verranno organizzate dirette su Instagram per ampliare il messaggio della campagna.

Il progetto in Campania

Il progetto prevede la diffusione della piattaforma e di tutti i contenuti formativi e informativi nella provincia di Napoli in collaborazione con APS MIQ – Movimentiamo il Quartiere, coinvolgendo:

  • Prime Minister Napoli, la scuola di politiche per giovani donne di età compresa fra 14 e 19 anni che vogliono intraprendere un percorso di formazione alla Politica e all‘attivazione civica.
  • Le donne del quartiere Forcella che partecipano ai percorsi di formazione ed empowerment grazie al progetto “I Quartieri dell’Innovazione”.
  • Less Cooperativa Sociale, onlus attiva sul territorio di Napoli e provincia che agisce contro l’esclusione e la marginalità sociale per la promozione della cittadinanza attiva e il pieno riconoscimento delle identità migranti.

Si prega di leggere le Note legali.

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