Diversità e inclusione fanno bene all’impresa, Arianna Magni al PMI Restart Academy

Arianna Magni investimento ESG diversità

La diversità fa bene all’impresa e alle persone, lo ha dichiarato Arianna Magni, Head of Institutional and International Business Development di Etica Sgr all’evento PMI Restart Academy.

PMI Restart Academy: l’evento

Il PMI Restart Academy, l’evento organizzato da Top Partners, è stato dedicato alle PMI che stanno reagendo proattivamente nei confronti del post Covid e che contribuiscono al processo di innovazione in chiave sostenibile.

L’evento, durato 4 giorni, ha coinvolto 80 relatori, 30 CEO e 8 partner istituzionali. Nell’ultima giornata, dedicata alla Finanza Sostenibile e al mondo delle Start Up, è intervenuta Arianna Magni. Il suo intervento si è focalizzato sul ruolo che la finanza sostenibile può avere nel superare la crisi sanitaria ed economica causata dalla pandemia. Ha fornito inoltre evidenze su come investire nella diversità faccia bene all’impresa e alle persone.

Diversità e inclusione fanno bene alla redditività

«Le organizzazioni che fanno tesoro delle diversità mettono i propri dipendenti in condizione di partecipare fino in fondo alla vita aziendale e ampliano la propria capacità di attuare un miglioramento continuo».

Questi risultati sono emersi da uno studio che è stato pubblicato sulla Harvard Business Review. «Gli autori della ricerca – ha spiegato Arianna Magni – propongono azioni molto chiare e concrete da intraprendere in azienda per favorire diversità e inclusione. Questo presenta dei risvolti positivi certamente da un punto di vista etico-valoriale ma anche finanziario».

Lo studio di McKinsey

«A riguardo – ha continuato Arianna Magni – ho portato altri due studi. Il primo è uno studio di McKinsey. Il report evidenzia la relazione positiva tra la diversità di genere negli executive team e la probabilità che queste aziende hanno di una sovraperformance finanziaria. Le aziende che si sono poste nel primo quartile per diversità di genere nei team esecutivi hanno avuto nel 2019 il 25% di probabilità in più di sovraperformare le aziende del quarto quartile.

Nel caso della diversità etnica e culturale, i risultati sono altrettanto chiari. Le aziende del primo quartile hanno sovraperformato quelle del quarto quartile del 36% in termini di redditività».

Womenomics

Womenomics è il titolo di un altro interessante studio redatto da Goldman Sachs. «È un rapporto – ha commentato Arianna Magni – che mette in evidenza luci e ombre su questo tema. Il rapporto evidenzia come le aziende che hanno avuto più donne tra i manager storicamente hanno registrato performance migliori.

Altri segnali positivi riguardano, ad esempio, l’aumento della partecipazione delle donne alla forza lavoro. Inoltre, se nel 2005 soltanto il 9% dei componenti dei board delle società facenti parte dell’indice STOXX 600 erano donne, nel 2020 questa percentuale è salita al 31%.

C’è invece molto da fare in tema di gender pay gap. È ancora presente una disparità salariale tra uomo e donna, a parità di ruoli ricoperti, che è in una forbice del 12-18%».

Diversità e inclusione, l’impegno di Etica Sgr

«Diversità e inclusione: sono temi particolarmente importanti per Etica Sgr. La nostra metodologia di selezione degli emittenti presenta indicatori con i quali analizziamo e valutiamo le imprese in base a questi parametri. Valutiamo, ad esempio, la presenza nelle società di politiche su pari opportunità e diversità, politiche di rispetto e promozione dei diritti umani e politiche di sostegno della non discriminazione.

Abbiamo poi degli indicatori più specifici per l’analisi degli Stati. Per esempio consideriamo anche il Gender Equality Index, un indice che misura l’impatto della diversità di genere.

Infine, al termine dell’investimento Etica Sgr si impegna a misurare e a rendicontare l’impatto ambientale e sociale dell’investimento dei portafogli azionari. Ogni anno – conclude Arianna Magni – pubblichiamo il Report di Impatto, che è lo strumento con cui Etica Sgr misura l’impatto dell’attività di selezione dei titoli rispetto al mercato di riferimento o benchmark e dell’attività di engagement realizzata con le aziende in cui investono i nostri fondi».

 

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