Inquinamento da plastica, primi risultati della campagna per eliminare il problema

Riduzione dell’inquinamento da plastica: una sfida che abbiamo deciso di affrontare sottoscrivendo lo scorso ottobre un accordo globale per eliminare il problema alla fonte.

Insieme a noi hanno firmato molti dei principali produttori di imballaggi in plastica e grandi aziende multinazionali, nonché governi, università e ONG. Oggi le organizzazioni che hanno sottoscritto l’accordo sono diventate 350 (+40% in meno di sei mesi). Tutte guidate dalla visione comune di un’economia circolare per la riduzione dell’inquinamento da plastica e la salvaguardia dei nostri Oceani.

Inquinamento da plastica

La dichiarazione di impegno contro l’inquinamento da plastica

Per contribuire a rendere questa visione una realtà, le imprese e i governi firmatari di questo accordo globale si stanno impegnando in una serie di ambiziosi obiettivi per il 2025:

eliminare tutti i prodotti in plastica non strettamente necessari;

innovare in modo che tutte le materie plastiche di cui abbiamo bisogno siano progettate per essere riutilizzate, riciclate o compostate in modo sicuro;

far circolare tutto ciò che utilizziamo per mantenerlo nell’economia e fuori dall’ambiente.

Gli obiettivi dell’accordo saranno rivisti ogni 18-24 mesi affinchè i firmatari rappresentino una vera leadership nel contrasto all’inquinamento da plastica. Allo stesso tempo i risultati verranno pubblicati online per garantire la massima trasparenza e credibilità.

Gli obiettivi sul riciclo della plastica sono il primo passo per il cambiamento

Il nostro impegno sul tema viene portato avanti attraverso il dialogo diretto con il top management delle multinazionali europee nei settori industrials e food & beverage per presentare l’iniziativa e proporre di fissare obiettivi concreti di riduzione e riutilizzo delle risorse. Tale dialogo rientra nell’ambito delle attività di engagement che svolgiamo con le aziende affinché assumano nel lungo periodo comportamenti sempre più sostenibili e trasparenti.

Tutti i firmatari produttori di imballaggi o di beni di consumo confezionati con la plastica (107 in totale) si sono impegnati a produrre il 100% delle loro confezioni in plastica riutilizzabile, riciclabile e compostabile entro il 2025. Ma non è tutto. Le aziende si sono anche impegnate affinché gli imballaggi dei loro prodotti siano realizzati in media per il 25% di plastica riciclata. Vale a dire circa dieci volte la media globale attuale.

Il raggiungimento di questi impegni in materia di contenuto riciclato comporterà una significativa riduzione della produzione di materie plastiche vergini e un risparmio annuo ricorrente di circa 7 milioni di tonnellate di emissioni di CO2. Un risparmio che equivale alle emissioni generate da circa 1,5 milioni di automobili.

Oltre il riciclo, dal monouso a modelli di riutilizzo della plastica

Il miglioramento del processo di riciclo è un passaggio importante per ridurre l’inquinamento da plastica. Ora bisogna guardare oltre. Diventa prioritario eliminare gli imballaggi in plastica problematici o non strettamente necessari attraverso l’innovazione, la riprogettazione e lo studio di nuovi modelli di consegna. Inoltre, diventa fondamentale applicare modelli di riutilizzo, laddove possibile, per eliminare la necessità di imballaggi monouso.

Grazie all’accordo globale per l’inquinamento da plastica, nel corso di questi primi mesi sono già stati raggiunti alcuni progressi:

  • 16 aziende con attività che vanno oltre i 550 miliardi di dollari di ricavi annui hanno già eliminato o hanno individuato il processo per eliminare gradualmente il PVC negli imballaggi;
  • più di 40 aziende hanno introdotto processi di riutilizzo della plastica o stanno migliorando quelli già esistenti.
Il primo rapporto sull'accordo globale contro l'inquinamento da plastica

I dettagli su come aziende, governi e altre organizzazioni stanno affrontando l’inquinamento da plastica sono stati pubblicati nel primo rapporto a cura delle fondazione Ellen MacArthur in collaborazione con UN Environment.

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