La finanza sostenibile sta assumendo un ruolo sempre più centrale nelle dinamiche economiche globali. Accanto all’evoluzione normativa e all’impegno delle istituzioni, cresce anche il peso delle scelte degli investitori, in particolare delle nuove generazioni. Millennials e Gen Z, cresciuti in un contesto di forte digitalizzazione e maggiore attenzione ai temi ambientali e sociali, stanno contribuendo a orientare il mercato verso modelli di investimento più attenti all’impatto.
Secondo un’analisi della Banca d’Italia, il mercato globale della finanza sostenibile ha già raggiunto un valore di circa 5,4 mila miliardi di dollari e continuerà a crescere fino al 2032 con un tasso medio annuo stimato intorno al 22%. Una dinamica che riflette una trasformazione strutturale del sistema finanziario, alimentata anche dall’ingresso progressivo delle nuove generazioni nel mercato degli investimenti.

Dall’interesse all’azione: i dati sulle scelte sostenibili di Millennials e Gen Z
I dati indicano che questo cambiamento è già in corso. Lo studio Sustainable Signals – Individual Investors 2025, mostra come l’88% degli investitori a livello globale dichiari interesse per gli investimenti sostenibili e responsabili. La percentuale sale al 99% tra la Gen Z e al 97% tra i Millennials, evidenziando una differenza generazionale significativa nelle preferenze di investimento.
Non si tratta solo di dichiarazioni di principio. Secondo lo stesso report, il 68% della Gen Z e il 65% dei Millennials ha già destinato oltre il 20% del proprio portafoglio a strumenti con impatto sociale o ambientale, mentre circa l’80% prevede di aumentare ulteriormente queste allocazioni nel breve periodo. L’attenzione alla sostenibilità si traduce quindi in scelte concrete, che affiancano e integrano i criteri tradizionali di rendimento e rischio.
Investimenti responsabili: integrare ambiente, società ed economia
Parlare di investimenti responsabili significa oggi ampliare lo sguardo oltre le sole emissioni o l’impronta di carbonio. Al dibattito finanziario si sono progressivamente affiancati temi come la tutela della biodiversità, l’uso delle risorse naturali e l’impatto delle attività economiche sugli ecosistemi, dimensioni sempre più considerate nelle valutazioni di investimento.
Secondo la Banca d’Italia, l’86% della Gen Z dichiara di essere consapevole dell’impatto climatico delle proprie scelte di investimento, mentre solo il 35% indica il rendimento finanziario come unico criterio decisionale. Questo orientamento si inserisce in un contesto più ampio, in cui clima e finanza vengono progressivamente integrati nelle decisioni economiche.
L’Agenda 2030 delle Nazioni Unite colloca la finanza sostenibile e responsabile tra i pilastri dello sviluppo globale, mentre il Network for Greening the Financial System coinvolge numerose banche centrali e autorità di vigilanza nel coordinamento delle politiche per la gestione dei rischi climatici. In Europa, anche la Banca Centrale Europea ha integrato le considerazioni su clima e natura nella politica monetaria e nella vigilanza bancaria, affiancandole allo sviluppo di standard di trasparenza sui rischi ambientali.
Tecnologia al servizio dell’impatto
In questo scenario si inserisce il fenomeno del Fintech for Good (F4G), con cui la Banca d’Italia indica le tecnologie digitali – dalle app di investimento alle piattaforme di pagamento – che offrono servizi finanziari orientati non solo al rendimento economico, ma anche alla generazione di impatti sociali e ambientali misurabili.
Il Fintech for Good contribuisce a rendere più immediato il collegamento tra le scelte di investimento e i loro effetti concreti sull’ambiente e sulla società. L’analisi della Banca d’Italia su 485 imprese fintech mostra che la maggior parte delle attività F4G si concentra in ambiti già familiari a Millennials e Gen Z, come il digital banking, i pagamenti digitali e gli strumenti di investimento online. È in questi spazi che innovazione tecnologica e sostenibilità si incontrano, offrendo canali più semplici e trasparenti per orientare le decisioni finanziarie.
All’interno del Fintech for Good convivono approcci differenti. Da un lato, operatori nati con una missione esplicita di impatto sociale o ambientale (F4G by design); dall’altro, realtà più tradizionali che affiancano ai propri servizi prodotti orientati alla sostenibilità (F4G by product). Una distinzione utile per orientarsi in un mercato in rapida evoluzione e ridurre il rischio di pratiche di greenwashing.

Tecnologia e finanza responsabile in Italia
Anche in Italia il Fintech for Good sta crescendo in modo graduale, accompagnato dallo sviluppo delle tecnologie digitali e da una maggiore attenzione delle istituzioni. Strumenti come big data e intelligenza artificiale stanno rendendo più semplice raccogliere e analizzare informazioni sull’impatto ambientale e sociale degli investimenti, aumentando la trasparenza e la tracciabilità nel tempo.
Un’indicazione in questa direzione arriva dal Canale Fintech della Banca d’Italia, uno spazio di confronto con startup e operatori innovativi. Nel primo semestre del 2024, circa il 15% dei progetti fintech analizzati rientra nell’area del Fintech for Good. Una quota ancora contenuta, ma significativa, che segnala un interesse in crescita e una fase di costruzione del settore, in cui la qualità delle iniziative e la misurabilità dell’impatto assumono un ruolo centrale.
L’approccio di Etica Sgr all’educazione finanziaria
In un contesto in cui i prodotti finanziari diventano sempre più complessi, l’educazione finanziaria assume un ruolo strategico. Rafforzarla significa accrescere la consapevolezza del risparmiatore sul legame tra l’uso del denaro, l’economia reale, l’ambiente e la società, favorendo scelte di investimento informate e responsabili.
Una solida conoscenza finanziaria consente di diventare protagonisti attivi delle proprie decisioni economiche: comprendere meccanismi, rischi e opportunità dei mercati è essenziale per valutare l’impatto delle scelte di risparmio e investimento sulle persone e sul nostro pianeta. In questa prospettiva, l’educazione finanziaria rappresenta non solo una sfida, ma anche un asset per la creazione di valore sostenibile nel lungo periodo.
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