L’inquinamento può facilitare la diffusione del Coronavirus?

L’inquinamento agevolerebbe la diffusione del Coronavirus: questo l’oggetto di uno studio denominato “Relazione circa l’effetto dell’inquinamento da particolato atmosferico e la diffusione di virus nella popolazione” della Società italiana di medicina ambientale (Sima) insieme alle Università di Bari e di Bologna.

Inquinamento e virus, evidenze scientifiche

Il paper muove dalla premessa che in letteratura scientifica è già presente una solida evidenza che correla l’incidenza dei casi di infezione e diffusione virale nella popolazione con l’inquinamento. Si parla nello specifico delle concentrazioni di particolato atmosferico[1],[2]. L’inquinamento funzionerebbe quindi da vettore di trasporto per molti contaminanti chimici e biologici, inclusi i virus.

Nello specifico i virus si “attaccano” (con un processo di coagulazione) alle piccole particelle solide o liquide e restano in atmosfera per settimane e possono coprire lunghe distanze.

A questo si aggiunge un altro elemento ambientale che aiuta il tasso di diffusione del virus: l’umidità, un’altra caratteristica del territorio di massima diffusione del Coronavirus (Lombardia, Emilia-Romagna, Veneto, Piemonte). Al contrario un aumento delle temperature e di radiazione solare influirebbe positivamente sulla velocità di inattivazione del virus[3].

Analisi sulla diffusione del Coronavirus in Italia

Per valutare possibili correlazioni tra inquinamento e diffusione del Coronavirus in Italia, sono stati analizzati per ciascuna Provincia:

  • Dati di concentrazione giornaliera di PM10 rilevati dalle Agenzie Regionali per la Protezione
    Ambientale (ARPA) di tutta Italia.
  • Dati sul numero di casi infetti da Coronavirus riportati sul sito della Protezione Civile
    (COVID-19 ITALIA).

L’analisi dimostrerebbe una relazione tra i superamenti dei limiti di legge delle concentrazioni di PM10 (10-29 Febbraio) e il numero di casi infetti da COVID-19 aggiornati al 3 Marzo (14 giorni di ritardo perché questo è il tempo di incubazione del virus fino alla identificazione della infezione contratta).

Risultati

Il grafico sottostante propone:

  • sull’asse delle ascisse le Province italiane per numero di superamenti del limite delle concentrazioni di PM10 (media n° superamenti lim PM10/n° centraline Provincia);
  • sull’asse delle ordinate le Province italiane per numero di casi infetti da Coronavirus (in scala logaritmica: log contagiati).

inquinamento-coronavirus

Una relazione lineare quasi perfetta: (R2=0,98).

Proviamo a confrontare le mappe delle Province più inquinate di Italia con quelle della diffusione del Coronavirus dei giorni scorsi.

inquinamento-correlazione-coronavirus

Attenzione: la correlazione di per sé non indica una verità o una dipendenza certa. Lo studio non normalizza i dati per la densità della popolazione o altri fattori socio-demografici. Quindi potrebbe anche risultare che le Province con più casi siano anche quelle più densamente popolate o più dinamiche per flussi di persone legati all’attività produttiva. Più precisamente, le due variabili X e Y potrebbero essere correlate perché entrambe hanno una o più variabili latenti Z che influenzano entrambe, cioè X= f(Z) e Y=f(Z)=> corr(X,Y)=alta.

Ambiente, tutti dobbiamo fare la nostra parte

Etica Sgr è da sempre in prima linea sul tema ambientale . Nel nostro DNA l’approccio ambientale è, però, sempre valutato anche rispetto alla dimensione sociale e di governance (ESG).

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Riteniamo che Etica Sgr si collochi decisamente alla frontiera del contrasto all’inquinamento e tutela ambientale all’interno del mondo della finanza nel panorama mondiale. Abbiamo da sempre escluso carbone e petrolio dai portafogli dei nostri fondi, lavorando progressivamente per un miglioramento nelle strategie di decarbonizzazione e di abbandono delle fonti fossili. Contribuendo, inoltre, in modo importante a quell’azione dal basso per il cambiamento politico in questa direzione che incide sui comportamenti delle imprese.

Note

[1] Ciencewicki J et al., 2007. “Air Pollution and Respiratory Viral Infection” Inhalation Toxicology, 19: 1135-1146.

[2] Sedlmaier N., et al., 2009 “Generation of avian influenza virus (AIV) contaminated fecal fine particulate matter (PM2.5): Genome and infectivity detection and calculation of immission” Veterinary Microbiology 139, 156-164.

[3] Despres V.R., et al., 2012 “Primary biological aerosol particles in the atmosphere: a review” Tellus B, 64, 15598.

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