Il 2 settembre, al Palais des Nations di Ginevra, Etica Sgr ha portato la prospettiva degli investitori responsabili al dibattito internazionale sui sistemi d’arma autonomi. L’occasione è stata il side event “Autonomous Weapons Systems: In Conversation with Investors”, organizzato dalla campagna internazionale Stop Killer Robots nell’ambito dei lavori del Gruppo di Esperti Governativi (GGE) sui Sistemi d’Arma Autonomi Letali (LAWS), il tavolo che opera sotto la Convenzione ONU su alcune Armi Convenzionali (CCW). A rappresentare Etica Sgr è stato Aldo Bonati, Stewardship and ESG Networks Manager.
Etica Sgr all’interno del confronto ha voluto ribadire che le armi autonome non sono soltanto una questione etica e umanitaria. Sono anche un tema che interroga direttamente chi gestisce risparmio, sotto il profilo della gestione dei rischi, della governance e della tutela del valore nel lungo periodo.

Un appuntamento che arriva in un momento decisivo
La sessione di Ginevra non è un passaggio di routine. È l’ultimo appuntamento tecnico prima della Conferenza di Riesame della CCW, in programma dal 16 al 20 novembre 2026, quando gli Stati dovranno prendere una decisione politica che rimandano da anni: avviare o meno un vero negoziato per un trattato che regoli e vieti i cosiddetti killer robot.
Il consenso internazionale è cresciuto rapidamente. Si è passati dai 42 Stati che avevano sottoscritto la dichiarazione congiunta guidata dal Brasile al GGE del settembre 2025 a oltre 70 Stati dichiaratisi pronti a negoziare alla sessione del marzo 2026. Nelle scorse ore anche l’Italia ha dato il proprio assenso alla dichiarazione cross-regionale promossa fra gli altri da Brasile, Irlanda e Norvegia a sostegno dell’apertura dei negoziati.
Sul tavolo pesa anche l’appello congiunto del Segretario Generale delle Nazioni Unite António Guterres e della Presidente del Comitato Internazionale della Croce Rossa Mirjana Spoljaric, che hanno sollecitato con urgenza uno strumento giuridicamente vincolante, avvertendo che ogni ritardo si misura in vite umane.
Perché un tema di disarmo riguarda chi investe
Oggi manca una definizione giuridica condivisa di sistema d’arma autonomo. Questo vuoto normativo non è un problema astratto: l’incertezza regolamentare genera rischi legali, reputazionali e operativi per le imprese coinvolte nello sviluppo di queste tecnologie e, di conseguenza, per gli investitori che ne detengono i titoli.
Nel corso del panel Etica Sgr ha sottolineato l’importanza di definire un quadro normativo internazionale chiaro e giuridicamente vincolante, capace di garantire:
- responsabilità, perché la decisione sull’uso della forza resti in capo a persone e gli obblighi siano attribuiti lungo tutta la catena: chi sviluppa, chi produce, chi autorizza, chi impiega;
- trasparenza, perché imprese e investitori possano conoscere e valutare ciò che viene sviluppato;
- prevedibilità, perché tutti gli attori coinvolti sappiano entro quali confini si muovono.

Il controllo umano non è una variabile tecnica
Tra i messaggi chiave espressi durante l’evento, Etica Sgr ha richiamato la necessità di preservare un controllo umano significativo sulle decisioni riguardanti l’uso della forza, e di assicurare che l’aumento dell’autonomia tecnologica non si traduca in una riduzione della responsabilità umana, quello che il dibattito internazionale chiama accountability gap, il vuoto di responsabilità che si apre quando nessuno può essere chiamato a rendere conto di un’azione.
È il punto in cui la questione etica e quella finanziaria coincidono. Il rispetto del diritto internazionale umanitario e la presenza di adeguati meccanismi di accountability non sono un vincolo esterno allo sviluppo delle tecnologie emergenti in ambito militare: ne sono la precondizione, e ciò che rende possibile valutarne il rischio.
Il confronto con gli altri investitori
Il panel ha offerto l’opportunità di mettere a confronto esperienze diverse di engagement sul tema.
- La Banque Postale Asset Management (LBP AM) ha illustrato il proprio dialogo approfondito con aziende del settore della difesa in materia di conformità al diritto internazionale umanitario.
- Ethos Foundation, membro di Shareholders for Change, ha presentato l’organizzazione delle proprie attività di engagement condotte per conto di fondi pensione svizzeri, volte a comprendere e mitigare i rischi associati allo sviluppo e all’impiego di sistemi d’arma autonomi.
- Heartland Initiative ha condiviso il percorso del proprio Working Group on Defense Tech — a cui partecipa anche Etica Sgr — evidenziando opportunità e sfide nel coinvolgere investitori e imprese sulla governance delle tecnologie emergenti applicate alla difesa.

Regole condivise, mercati più leggibili
Dal confronto è emerso un messaggio ampiamente condiviso dagli investitori presenti: l’adozione di una regolamentazione internazionale comune sui sistemi d’arma autonomi creerebbe condizioni di maggiore certezza e trasparenza per tutti gli stakeholder.
Le ricadute sono concrete e riguardano il funzionamento stesso dell’analisi finanziaria. Un quadro normativo condiviso favorirebbe la disponibilità di dati e metodologie da parte dei data provider, migliorerebbe la comparabilità delle informazioni e renderebbe più efficace il dialogo tra investitori e aziende, rafforzando la capacità del mercato di valutare e gestire correttamente i rischi connessi a queste tecnologie.
In altre parole: senza una norma comune, l’informazione resta frammentaria e ciascun investitore è costretto a costruirsi criteri propri, difficilmente confrontabili con quelli degli altri.
Un ponte tra disarmo e finanza responsabile
La presenza di Etica Sgr a Ginevra dà continuità al percorso avviato nel settembre 2025, quando insieme a Stop Killer Robots è stata pubblicata la Dichiarazione congiunta degli investitori sulle armi autonome. La Rete Italiana Pace e Disarmo, partner italiano della campagna, l’ha indicata come una delle prime occasioni in cui investitori istituzionali hanno inquadrato queste armi non solo come questione umanitaria, ma anche come rischio finanziario.
Con l’Investor Statement on Autonomous Weapons la comunità finanziaria sollecita i governi ad avviare negoziati per una nuova norma giuridicamente vincolante, con due obiettivi: vietare lo sviluppo e l’impiego di armi autonome destinate a colpire esseri umani, e garantire un controllo umano significativo in tutte le decisioni relative all’uso della forza. A giugno 2026 avevano già aderito 62 istituzioni, con un patrimonio complessivo superiore a 250 miliardi di dollari.
Da qui alla Conferenza di Riesame di novembre, ogni nuova adesione rafforza il segnale che arriva dai mercati ai tavoli diplomatici.
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