Più responsabilità ESG per gli investitori

Sostenibilità delle aziende e degli investitori. È questo in estrema sintesi il messaggio che arriva dalla consultazione lanciata dalle tre Authority della vigilanza europea (EBA, EIOPA ed ESMA). Riguarda le proposte di uno standard di informazioni ESG per i partecipanti ai mercati finanziari, gli advisor e i prodotti. Per una finanza realmente sostenibile, che finanzi la transizione verso un’economia che non danneggi il Pianeta, è necessario che siano “sostenibili” le aziende in cui si investe, ma anche gli operatori che investono. Anche gli investitori quindi vengono tirati in causa, nel “misurare” il proprio livello di sostenibilità.

Più responsabilità ESG per gli investitori

Che fosse necessario individuare quali attività economiche possano definire sostenibili e in base a quali criteri, lo aveva stabilito la Commissione europea oltre due anni fa, quando, nel marzo del 2018 ha pubblicato l’Action Plan on financing sustainable growth, il Piano d’azione per finanziare una crescita sostenibile. Un lavoro giunto alle battute finali. Entro fine 2020 dovrebbero essere redatti gli atti delegati per rendere operativa la tassonomia UE, cioè il vocabolario, per definire tali attività sostenibili. Con questa consultazione (lanciata il 23 aprile), l’Action Plan fa un passo avanti e punta l’attenzione dall’altra parte della barricata: imporrà anche un controllo ESG sugli operatori finanziari che effettuano gli investimenti sostenibili.

Più responsabilità ESG per gli investitori

Serve maggiore trasparenza degli operatori finanziari

Siamo nell’ambito del Regolamento UE Sfrd (Sustainable Finance Disclosure Regulation – Regulation Eu 2019/2088), che si sta sviluppando all’interno del percorso dell’Action plan. La novità contenuta nella consultazione delle Authority europee va a esplorare le politiche di due diligence in cui, le entità finanziarie, sono tenute a evidenziare come i loro investimenti incidano su questioni ESG.

Una sfida non da poco, significa chiedere trasparenza sulle policy di grandi investitori istituzionali, stabilendo uno standard comune. Gli operatori del settore hanno tempo fino al primo settembre 2020 per rispondere alla consultazione. In gioco c’è il concetto stesso di “dovere fiduciario” (fiduciary duty), in base al quale il gestore del patrimonio altrui ha oggi l’obbligo, non solo di salvaguardare e se possibile accrescere quel capitale, ma di farlo secondo principi di responsabilità ambientale e sociale.

La selezione di Etica Sgr

Etica Sgr è da sempre in prima linea sul tema degli investimenti sostenibili. Nel nostro DNA l’ambiente è sempre valutato anche rispetto alla dimensione sociale e di governance (ESG). Questo approccio tridimensionale, che abbiamo intrapreso venti anni fa, sta vivendo un crescente riconoscimento globale, corroborato dalla transizione verso un’economia resiliente e a basse emissioni di carbonio.

I criteri di analisi socio-ambientale della nostra metodologia proprietaria sono descritti nella sezione “Selezione degli emittenti“. La selezione esclude alcuni settori economici considerati altamente controversi per differenti ragioni: quello finanziario, quello minerario e quello petrolifero.

Sono inoltre esclusi gli investimenti in aziende riconducibili al settore delle armi, del gioco d’azzardo, all’energia nucleare, ai pesticidi, all’ingegneria genetica. Sono altresì escluse le aziende coinvolte in episodi negativi nell’ambito della corruzione, del rispetto dell’ambiente e del rispetto dei diritti dei lavoratori.

Gli altri settori merceologici non sono esclusi a priori ma vengono analizzati in base alla nostra metodologia che mira a selezionare solo le società migliori, ovvero quelle che, in un determinato periodo, dimostrano di avere un comportamento ESG complessivo considerato buono (valutato sulla base di oltre 100 indicatori).

 

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