La salute globale non è più soltanto una questione sanitaria, ma un tema economico, sociale e ambientale. È il principio alla base dell’approccio One Health, al centro dell’intervista di Financialounge ad Arianna Magni, Head of Institutional and International Business Development di Etica Sgr: una prospettiva integrata che mette in relazione salute umana, salute animale e ambiente, con l’obiettivo non solo di curare le malattie, ma anche di prevenirle intervenendo sui fattori che possono favorirne la diffusione. Un modello che evidenzia il legame tra salute, ecosistemi ed economia, e che mostra come la finanza responsabile possa contribuire a rafforzare la resilienza dei sistemi sanitari ed economici.
L’approccio One Health e il legame con gli investimenti
Financialounge. «L’approccio One Health mette in relazione salute umana, salute animale e ambiente. Perché oggi questo tema è rilevante anche per gli investitori?»
Magni. L’approccio One Health riconosce la profonda interconnessione tra salute umana, salute animale e ambiente. Non si tratta soltanto di curare le malattie, ma di prevenirle, agendo sui fattori che possono determinarne l’insorgenza e amplificarne gli effetti.
Una parte significativa delle malattie infettive umane ha origine animale. Per questo è importante intervenire ex ante sui fattori che favoriscono la proliferazione degli agenti patogeni: pandemie, cambiamenti climatici, cambiamenti nell’uso del suolo e pratiche agricole non sostenibili. Ridurre questi fattori significa limitare la possibilità che nuovi agenti patogeni si sviluppino, evolvano e si diffondano più rapidamente.
Il tema, però, non è solo sanitario o ambientale. Ha anche una rilevanza economica e finanziaria. La pandemia da Covid-19 ha mostrato con chiarezza come un rischio sanitario possa trasformarsi in una crisi sistemica, con effetti sulle catene di approvvigionamento, sulla produttività, sulla stabilità economica e, di conseguenza, sul valore degli asset e dei portafogli.
Per gli investitori, quindi, l’approccio One Health è importante perché aiuta a leggere meglio alcuni rischi di lungo periodo e a comprendere come salute, ambiente ed economia siano strettamente collegati.
Il ruolo della finanza responsabile nella prevenzione
Financialounge. «La prevenzione è un elemento centrale di questa strategia. In che modo la finanza responsabile e sostenibile può contribuire ad aumentare la resilienza dei sistemi sanitari ed economici?»
Magni. La finanza responsabile può contribuire adottando un approccio attivo, orientando i capitali verso soluzioni capaci di intervenire a monte sui fattori di rischio. Non si tratta di agire solo quando il danno si è già manifestato, ma di investire preventivamente in quei settori e in quelle pratiche che possono ridurre la vulnerabilità dei sistemi.
Questo significa, per esempio, investire nella tutela della biodiversità, in filiere alimentari più sostenibili, nella mitigazione del cambiamento climatico e nella decarbonizzazione. Sono tutti ambiti che hanno un impatto non solo ambientale, ma anche sanitario ed economico.
Pensiamo agli effetti delle ondate di calore, che ogni anno causano un numero significativo di decessi in Europa. Investire nella transizione energetica e nella riduzione delle emissioni significa contribuire a mitigare gli effetti del cambiamento climatico e, allo stesso tempo, ridurre pressioni e costi sui sistemi sanitari.
Un sistema sanitario più resiliente, meno esposto a crisi improvvise e meno gravato da costi emergenziali, contribuisce anche a un’economia più solida. Lo abbiamo visto durante la pandemia: quando il sistema sanitario entra in difficoltà, le conseguenze si riflettono rapidamente sull’intero sistema economico e finanziario.
I criteri ESG per valutare il settore farmaceutico
Financialounge. «Guardando al settore farmaceutico, quali criteri aiutano a distinguere le aziende più solide dal punto di vista della sostenibilità e della gestione dei rischi di lungo periodo?»
Magni. Il settore farmaceutico è centrale quando si parla di salute, ma deve essere analizzato in una prospettiva ampia, coerente con l’approccio One Health. Non bisogna guardare solo alla capacità di produrre farmaci o innovazione, ma anche al modo in cui le aziende gestiscono gli impatti ambientali, sociali e di governance.
Nell’analisi delle aziende farmaceutiche, Etica Sgr considera diversi criteri. Tra questi ci sono le politiche di accesso ai farmaci e l’accessibilità dei prodotti, in particolare nei Paesi a reddito più basso. È un tema fondamentale perché la salute non può essere valutata solo in termini di innovazione scientifica, ma anche di possibilità concreta per le persone di accedere alle cure.
Un altro elemento riguarda la gestione degli impatti ambientali, sia nella fase produttiva sia nel packaging. A questo si aggiunge la governance, che nel settore farmaceutico è particolarmente importante. È necessario verificare, per esempio, che le aziende non siano coinvolte in gravi controversie ambientali, sociali o legate alla gestione aziendale.
Un’analisi ESG rigorosa consente quindi di individuare le realtà che investono in salute senza generare impatti negativi sulle altre dimensioni della sostenibilità. L’obiettivo è selezionare aziende capaci di contribuire positivamente alla salute delle persone, dell’ambiente e della società.
Il dialogo con le aziende e l’accesso alle cure
Un aspetto rilevante dell’approccio di Etica Sgr è anche l’attività di dialogo con le imprese. Nel settore farmaceutico, questo significa confrontarsi con le aziende su temi come la condivisione delle conoscenze, l’accesso ai brevetti, la disponibilità dei farmaci e dei dispositivi medici per fasce più ampie della popolazione.
Etica Sgr aderisce, per esempio, a iniziative promosse da Access to Medicine Foundation, che favoriscono il dialogo con le società del settore per migliorare l’accessibilità alle cure. Anche questa attività rientra in una logica di prevenzione: rendere farmaci, dispositivi e strumenti sanitari più accessibili significa rafforzare la capacità dei sistemi di rispondere ai bisogni di salute.
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