Il 31 ottobre torna la Giornata Mondiale del Risparmio, istituita nel 1924 durante il Congresso Internazionale del Risparmio di Milano per sensibilizzare le persone sull’importanza di risparmiare denaro, promuovendo comportamenti consapevoli e responsabili.
Origine e obiettivi della Giornata Mondiale del Risparmio
Se guardiamo indietro al 1924 fino ad oggi, il risparmio ha attraversato differenti fasi, riflettendo le trasformazioni economiche, sociali e culturali: è passato dall’essere un dovere morale alla fine del XIX secolo, a uno strumento di prosperità negli anni ’60 e ‘80, per poi essere marginalizzato dalla cultura del consumo negli anni ’90. La crisi economica globale del 2008 ha spinto molte persone a rivalutare l’importanza del risparmio, vedendolo di nuovo come un meccanismo di protezione contro la precarietà economica. Da quel momento si è accentuata l’idea di risparmiare non solo per sicurezza, ma anche per prepararsi alle incertezze future.
Oggi il risparmio è percepito come un equilibrio tra prudenza finanziaria e sostenibilità.
Promuovere la consapevolezza dell’importanza del risparmio tra i giovani è uno degli obiettivi della Giornata Mondiale del Risparmio. Questo significa dar loro gli strumenti per gestire in modo responsabile il proprio denaro, pianificare il futuro e affrontare le sfide economiche con fiducia. Per questo l’educazione finanziaria assume un ruolo sempre più importante.
Il risparmio oggi: sicurezza, scelte e prospettive
A oltre un secolo di distanza, il tema resta particolarmente attuale. Inflazione, tensioni internazionali e incertezza economica hanno riportato al centro l’esigenza di costruire una maggiore sicurezza finanziaria. Ma oggi parlare di risparmio significa anche interrogarsi su come impiegare le risorse accumulate, con quale orizzonte temporale e verso quali attività indirizzarle.
I dati più recenti raccontano, da questo punto di vista, un’Italia che continua a risparmiare molto, ma nella quale qualcosa sembra cominciare a cambiare.

Un patrimonio record, con molta liquidità
Secondo il rapporto Fabi (Federazione Autonoma Bancari Italiani) diffuso nel luglio 2026, a fine 2025 la ricchezza finanziaria delle famiglie italiane ha raggiunto il livello più alto di sempre, sfiorando i 6.500 miliardi di euro: oltre 1.600 miliardi in più rispetto al 2020, pari a una crescita del 35%.
Dentro questo patrimonio, però, la liquidità continua ad avere un peso rilevante. Tra il 2020 e il 2025 biglietti e depositi sono passati da 1.556 a 1.603 miliardi di euro, con una crescita del 3% in sei anni. Un incremento nominale che non ha tenuto il passo dell’inflazione dello stesso periodo, con un conseguente effetto sul potere d’acquisto delle somme mantenute liquide.
Anche le intenzioni dei risparmiatori sembrano andare nella stessa direzione. Sul fronte delle abitudini, il VI Rapporto Assogestioni-Censis descrive un Paese che continua a risparmiare: l’84,5% degli italiani ha risparmi accumulati in passato, riesce a risparmiare oggi, o entrambe le cose. Ma il dato più interessante riguarda il rapporto con la liquidità: il 70,2% dei risparmiatori ritiene che tenere i soldi fermi non sia più una garanzia di sicurezza come in passato, e il 54,7% dichiara di voler conservare il minimo indispensabile di liquidità per investire il resto.
Si allunga anche l’orizzonte: gli italiani interessati a destinare una parte del proprio risparmio a un investimento di almeno cinque anni sono passati dal 47,9% del 2022 al 60%. È il presupposto di quello che viene chiamato capitale paziente, cioè risorse che restano investite abbastanza a lungo da sostenere progetti reali — imprese, infrastrutture, innovazione — invece di entrare e uscire dai mercati a ogni scossone.
Il risparmio gestito torna a crescere
Un altro segnale arriva dai dati sul risparmio gestito.
Secondo la Mappa trimestrale di Assogestioni, alla fine di giugno 2026 il patrimonio complessivo gestito in Italia ha raggiunto il nuovo massimo storico di 2.722 miliardi di euro, contro i 2.575 miliardi di fine marzo. Nello stesso periodo la raccolta netta è risultata positiva per quasi 11 miliardi di euro.
Al risultato ha contribuito anche il buon andamento dei mercati, quantificato da Assogestioni in un incremento delle masse del 6,9%, equivalente a oltre 90 miliardi di euro. È un dato che assume particolare significato perché arriva dopo mesi in cui volatilità, tensioni internazionali e interrogativi sulla crescita avevano favorito atteggiamenti decisamente più cauti.
Più che nei valori assoluti, però, l’elemento interessante sta nel cambiamento delle scelte. La liquidità non sembra più essere considerata necessariamente come l’unico rifugio possibile: si fa strada una maggiore attenzione alla diversificazione e alla possibilità di affiancare strumenti differenti in funzione dei propri obiettivi, dell’orizzonte temporale e della propria propensione al rischio.
Un risparmio che sceglie: l’interesse per gli investimenti sostenibili
C’è un altro dato che merita attenzione, perché dice qualcosa su come sia cambiato non solo quanto, ma come si investe. Secondo il VI Rapporto Assogestioni-Censis, gli italiani disposti a investire in strumenti ESG sono il 63,3%, contro il 52,5% di quattro anni prima. Tra i giovani la quota sale all’82,2%. Accanto alla domanda «quanto rende?» se ne è fatta strada un’altra: «che cosa sto finanziando con i miei risparmi?».
È un interrogativo che riguarda il ruolo stesso della finanza. Il risparmio, infatti, non rappresenta soltanto una riserva a disposizione delle famiglie, ma può diventare capitale destinato alle attività produttive e all’economia reale. Le scelte finanziarie possono quindi concorrere a indirizzare risorse verso determinati settori, imprese e progetti.
Risparmio ed educazione finanziaria
Comprendere i meccanismi di base del risparmio e dell’investimento permette di valutare con maggiore consapevolezza opportunità e rischi e di scegliere gli strumenti più coerenti con i propri obiettivi e il proprio orizzonte temporale.
Negli ultimi anni in Italia l’attenzione verso questi temi è cresciuta. La Global Money Week, promossa a livello internazionale dall’OCSE, coinvolge bambini e ragazzi sui temi della gestione del denaro; il Mese dell’Educazione Finanziaria, in programma ogni novembre, raccoglie iniziative e appuntamenti in tutta Italia.
Dal 2024, inoltre, l’educazione finanziaria è entrata nei programmi scolastici italiani nell’ambito dell’educazione civica. A gennaio 2026 il Ministero dell’Istruzione e la Banca d’Italia hanno firmato un nuovo protocollo triennale per rafforzare la formazione dei docenti e i materiali didattici.
Promuovere una maggiore cultura finanziaria significa anche aiutare le persone a comprendere la differenza tra risparmiare e investire, il rapporto tra rischio e rendimento, il valore della diversificazione e l’importanza dell’orizzonte temporale.
Il 31 ottobre, allora, non è soltanto una ricorrenza. È l’occasione per chiedersi che cosa stanno facendo davvero i nostri risparmi: se stanno fermi, se crescono, e soprattutto che cosa stanno costruendo nel frattempo.
L’impegno di Etica Sgr per un risparmio responsabile
Etica Sgr, fin dalla sua fondazione nel 2000 — oltre venticinque anni fa — integra fattori ambientali, sociali e di governance nei processi di investimento dei propri fondi, con l’obiettivo di creare opportunità di rendimento in un’ottica di medio-lungo periodo e poter contribuire, attraverso le scelte finanziarie, a generare valore per gli investitori, la società e l’ambiente.
La Linea Valori Responsabili è composta da cinque fondi con profili di rischio differenti, pensati per accompagnare ogni tipo di risparmiatore lungo il proprio orizzonte temporale: da Etica Obbligazionario Breve Termine, per chi vuole muovere i primi passi fuori dalla liquidità con un profilo prudente, passando per Etica Obbligazionario Misto, Etica Rendita Bilanciata ed Etica Bilanciato, fino a Etica Azionario, per chi ha davanti un orizzonte lungo. A questa si affianca la Linea Futuri Responsabili, che comprende i fondi Etica Transizione Climatica ed Etica Obiettivo Sociale, pensati per chi desidera investire con un approccio tematico, orientato rispettivamente alla transizione ambientale e alle principali sfide sociali.
Tutti i fondi sono sottoscrivibili anche tramite Piano di Accumulo del Capitale (PAC): la modalità più naturale per cominciare, un versamento alla volta, anche a partire da piccole somme. È lo strumento che rende concreto ciò di cui parla la Giornata Mondiale del Risparmio: trasformare l’abitudine di risparmiare in un percorso costruito nel tempo, in coerenza con i propri valori.
Questa è una comunicazione di marketing. I dati e le informazioni contenute nella presente comunicazione sono forniti esclusivamente a scopo informativo e non costituiscono raccomandazioni di investimento. La presente comunicazione non è e non può essere considerata come documento informativo necessario ai sensi della normativa vigente e il suo contenuto non è sufficiente a fondare una decisione di investimento. La presente comunicazione non tiene in alcun modo in considerazione le caratteristiche di qualsiasi soggetto che dovesse venirne a conoscenza, in particolare, non tiene conto di obiettivi di investimento, conoscenza ed esperienza in materia di investimenti, propensione al rischio e/o qualsiasi altra caratteristica, ivi incluso il regime fiscale applicabile. I rendimenti passati non sono indicativi di quelli futuri e l’investimento in fondi è soggetto ai rischi relativi ai sottostanti che influenzano l’andamento del valore delle relative partecipazioni. Etica SGR non offre alcuna garanzia di rendimento e non assicura il rimborso del capitale investito. La SGR declina qualsiasi responsabilità per eventuali perdite che potrebbero derivare dall’utilizzo delle informazioni fornite nella presente comunicazione. Al fine di adottare una scelta di investimento consapevole, prima di prendere una decisione finale di investimento, è necessario consultare il documento contenente le informazioni chiave per gli investitori (KID) e il Prospetto informativo dei fondi sul sito www.eticasgr.com.


