Fondi comuni azionari, obbligazionari, bilanciati: quali scegliere?

Sentiamo spesso parlare di fondi comuni d’investimento: dopo le azioni e le obbligazioni, i fondi comuni d’investimento rappresentano lo strumento più diffuso tra gli investitori di tutto il mondo. Ma siamo sicuri di sapere che cosa sono? Scopriamolo insieme, con un focus sulle diverse tipologie di fondi comuni d’investimento e sui profili di rischio ad essi associati.

Partiamo dalla loro definizione tecnica: un fondo comune d’investimento è un organismo di investimento collettivo del risparmio (OICR). In parole più semplici?

Cosa sono i fondi comuni d’investimento

Sostanzialmente, un fondo può essere visto come una sorta di “cassa comune” nella quale confluiscono i denari di una pluralità di investitori privati, denari che poi vengono investiti dalla società di gestione del risparmio (SGR) che lo ha istituito.

Un investimento di questo tipo può offrire, attraverso la gestione collettiva, diversi vantaggi all’investitore, come la diversificazione di portafoglio, la gestione efficiente del rischio, la professionalità della gestione e l’accessibilità anche ai piccoli risparmiatori. Senza contare che la SGR (Società di Gestione del Risparmio), che istituisce e gestisce il fondo, è sorvegliata delle autorità pubbliche, come CONSOB e Banca d’Italia (la SGR è iscritta in un apposito Albo).

Una volta raccolto il capitale, il gestore del fondo procede ad acquistare la tipologia di titoli illustrata agli investitori al momento della sottoscrizione. Ovvero?

C’è fondo e fondo: caratteristiche e differenze

Assogestioni, l’associazione italiana del risparmio gestito, suddivide i fondi, a seconda della loro composizione, in:

  • fondi azionari
  • fondi bilanciati
  • fondi obbligazionari
  • fondi di liquidità
  • fondi flessibili

Ogni categoria si differenzia dalle altre in base alla natura e alla percentuale delle asset class contenute nei fondi ad essa riconducibili.
Ma scopriamo le differenze che intercorrono fra le tre tipologie più rilevanti.

Fondi azionari: per una rendita nel lungo termine

I fondi azionari sono fondi comuni che investono il capitale prevalentemente (almeno il 70%) in titoli azionari. In quali azioni possono investire? Sostanzialmente in tutte, sia sul mercato azionario italiano sia su quelli internazionali, guadagnando tanto dall’aumento di valore delle azioni nel tempo quanto dai dividendi che vengono eventualmente distribuiti. Considerando che il prezzo delle azioni è soggetto alla volatilità del mercato, questi fondi prevedono rispetto ai fondi obbligazionari guadagni potenzialmente maggiori a fronte di un rischio più elevato.

Generalmente, questa tipologia di fondi è adatta a soddisfare l’esigenza di chi vuole far crescere il capitale nel lungo periodo (10 anni e oltre).

Fondi obbligazionari: per difendersi nel breve termine

I fondi obbligazionari sono fondi comuni composti da obbligazioni e liquidità. Possono acquistare titoli di Stato italiani o esteri e obbligazioni emesse da aziende, incassando gli interessi che tali strumenti pagano nell’arco della loro vita. Sono fondi di investimento sicuramente meno volatili rispetto ai fondi azionari, ma in generale potenzialmente meno redditizi.

Non possono investire in azioni e si prestano a soddisfare l’esigenza di chi vuole far crescere il suo capitale nel medio periodo (tre-cinque anni).

Fondi bilanciati: per una rendita bilanciata nel medio termine

I fondi bilanciati possono investire sia in azioni sia in obbligazioni, con percentuali variabili. Si distinguono per questo in bilanciati obbligazionari, bilanciati propriamente detti e bilanciati azionari, in base appunto alla quota di azioni e bond in portafoglio.

Questi fondi investono in un mix di titoli di Stato, obbligazioni societarie e azioni, in Italia e all’estero, e si adattano all’investitore che vuole far crescere il proprio capitale nel medio-lungo periodo (oltre i cinque anni), con un rendimento potenzialmente superiore a quello dei fondi obbligazionari.

La composizione e i pesi della parte azionaria e obbligazionaria sono contenuti nel Prospetto informativo del fondo.

Il rapporto tra rischio e performance dei fondi comuni

Non esistono strumenti finanziari buoni o cattivi, la scelta deve tener conto del proprio grado di tolleranza al rischio, del proprio orizzonte temporale e degli obiettivi. Per esempio, se l’investitore punta a ottenere rendimenti un po’ più consistenti, dovrà necessariamente sopportare un grado maggiore di rischio. Viceversa, se sa di non poter digerire una dose più alta di rischio, dovrà puntare su fondi che offrono rendimenti potenziali più contenuti.

Per farsi un’idea, guardiamo ai movimenti storici di ogni tipologia considerando come riferimento gli indici di categoria Fideuram:

Come si vede dal grafico, dove la volatilità indica il livello di rischio potenziale dell’investimento, i fondi azionari e bilanciati negli ultimi 10 anni hanno macinato rendimenti maggiori rispetto agli obbligazionari, ma hanno anche registrato una volatilità più elevata e quindi un rischio correlato all’investimento più alto.

 

Fondi sostenibili e responsabili
come investire

I fondi sostenibili e responsabili di Etica Sgr si pongono l’obiettivo di creare per i risparmiatori opportunità di rendimento in un’ottica di medio-lungo periodo, puntando all’economia reale e premiando imprese e Stati che adottano pratiche virtuose.

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