Consumo di acqua: ecco i settori che “bevono” di più in Italia

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Consumo d’acqua: quali sono i settori economici che consumano più acqua in Italia? E come ci comportiamo rispetto agli altri Paesi?

La natura ci ha donato una grandissima riserva di oro blu. Nessuno nell’Unione europea ha disponibilità di acqua potabile prelevata da fiumi, laghi e dal sottosuolo come l’Italia: il consumo di acqua ogni anno è di 9,2 miliardi metri cubi (il dato è del 2018, nel grafico in basso si può vedere il consumo di acqua per regione). E siamo il Paese in Europa che ne estrae di più dal sottosuolo: l’84,8% secondo l’Istat.

Consumo d’acqua: poca efficienza

L’acqua a disposizione, però, è sempre di meno: per la Fao nel 1992 in Italia il consumo d’acqua era di 738,8 metri cubi (circa 738mila litri) a testa per tutti gli utilizzi, adesso il consumo d’acqua si attesta sui 563,5 metri cubi. Più o meno la metà degli Stati Uniti: i 1.367 metri cubi a testa degli Usa non hanno eguali nel mondo.

Peccato che spesso questa grande disponibilità di acqua, almeno in Italia, non venga gestita nel modo più efficiente. Per quella destinata all’uso domestico 42 litri di acqua ogni 100 immessi nella rete idrica vengono persi a causa di tubi vecchi e rotti. Ma il consumo d’acqua domestico rappresenta solo una piccola voce di tutta l’acqua utilizzata in Italia e non solo. E anche negli altri  settori Fsvolgel’Italia non brilla.

I settori che “bevono” più acqua in Italia

Il primo settore per consumo d’acqua è sicuramente l’agricoltura. Stiamo parlando del 40% del consumo  d’acqua complessivo annuo in Europa, anche se solo il 9% dei campi viene irrigato. E anche l’Agenzia europea dell’ambiente non ha dubbi: l’agricoltura continuerà ad essere il più grande consumatore di acqua.

In Italia il consumo d’acqua per i campi, le attività forestali e la pesca ammonta a 14,6 milioni di metri cubi. In questo siamo secondi nell’Unione europea, dietro la Spagna. Se non ci sorprendiamo per il consumo d’acqua italiano nell’agricoltura, stupisce di più scoprire che siamo primi nella categoria “attività minerarie, manifattura e costruzioni”. Superiamo anche la Germania (che è il primo Paese manifatturiero d’Europa): 4,2 milioni di metri cubi (il dato più aggiornato è quello del 2017) contro i 4,1 dei tedeschi.

Può sembrare strano ma il secondo settore più assetato di acqua è quello della produzione di energia. Sì, quello energetico: secondo l’Agenzia europea dell’ambiente vale il 18,2% nel continente. In questo caso è prevalentemente utilizzata per il raffreddamento nelle centrali nucleari e in quelle a combustibile fossile (nei Paesi dove sono presenti), oltre che per la produzione di energia idroelettrica.

Consumo di acqua domestico

Il consumo di acqua in questo contesto pesa solo per il 9,6% in Europa. In Italia? In linea teorica ogni italiano ha a disposizione 215 litri di acqua al giorno per uso domestico. Ebbene: per non “sforare” questa soglia occorre utilizzare l’acqua con criterio, considerando che una doccia di 5 minuti fa consumare tra i 75 e i 90 litri, ogni volta che tiriamo lo sciacquone consumiamo una quantità compresa tra gli 8 e i 16 litri e che per lavare i piatti a mano se ne possono usare fino a 40 litri in pochi minuti.

L’acqua, però, in linea teorica non ci manca. E potremmo anche utilizzare quella della rete pubblica per bere. Niente affatto. Nessuno in Europa beve tanta acqua minerale in bottiglia come gli italiani: 222 litri a testa all’anno. Secondo l’area di studi di Mediobanca siamo secondi al mondo, dietro al Messico. E questo comporta una spesa mensile che, secondo l’Istat, nel 2019 è arrivata a 12,57 euro. Si potrebbe ridurre la spesa (con grandi benefici per l’ambiente) semplicemente affidandosi all’acqua fornita dagli acquedotti pubblici, ma nonostante tutti gli sforzi delle amministrazioni locali, gli italiani non ne vogliono proprio sapere di bere l’acqua del rubinetto.

L’impegno di Etica Sgr per l’ambiente

Lo spreco di acqua e più in generale la gestione della risorsa idrica è uno dei temi di dialogo di Etica Sgr con le aziende nelle quali investono i fondi. L’obiettivo è proporre un uso più efficiente delle risorse naturali, sia in qualità sia in quantità, per spronarle ad adottare strategie sostenibili e responsabili.

Nel 2020 il dialogo con le aziende di Etica Sgr per quanto riguarda l’impatto ambientale si è concentrato in particolare sui seguenti temi:

  • Gestione sostenibile dell’acqua
  • Gestione dei rifiuti
  • Deforestazione
  • Riduzione della plastica

Per Etica Sgr ­inserire nei programmi di sviluppo aziendale obiettivi di controllo dei consumi energetici e del consumo di acqua è un dovere oltre che un contributo reale allo sviluppo sostenibile. Per questo l’attenzione al consumo di acqua è un punto focale nell’analisi delle Società in cui investono i fondi di Etica Sgr.

Nell’ambito della propria metodologia di analisi, Etica Sgr è infatti dotata di specifici criteri riguardanti le performance ambientali dei processi di gestione dell’acqua e di una specifica sezione di analisi per le società che si occupano della gestione del sistema idrico integrato.

Sul tema Etica svolge poi una costante attività di engagement, anche in collaborazione con diverse organizzazioni che da tempo lavorano sul tema (ICCR, Global Compact, CDP).

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Fonti

 

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