Transizione energetica e geopolitica: intervista a Cristina Colombo

La transizione energetica non è più soltanto una questione ambientale, ma un tema economico e di sicurezza. La crisi nello Stretto di Hormuz e le tensioni in Medio Oriente hanno fatto salire i prezzi di petrolio e gas, mostrando quanto siano vulnerabili i Paesi che dipendono dalle importazioni di combustibili fossili. È il punto di partenza dell’intervista di Financialounge a Cristina Colombo, Stewardship and Climate Specialist di Etica Sgr: un’analisi delle dinamiche che stanno guidando la transizione, dell’impatto dello scenario geopolitico e di come la finanza responsabile possa integrare questi temi nelle scelte di investimento, tra rischi da evitare e opportunità da cogliere.

A che punto è la transizione energetica

Financialounge. «La crisi nello Stretto di Hormuz ha mostrato quanto sia vulnerabile chi dipende dall’importazione di gas e petrolio. A che punto siamo con la transizione energetica e quali sono le principali dinamiche che la stanno guidando?»

Colombo. Sono tre le dinamiche fondamentali che stanno spingendo il processo di transizione.

La prima è di natura socio-ambientale. Oggi sono anche le persone a chiedere la transizione, e lo dimostrano le ultime ondate di calore: le prime stime parlano di circa 35.000 decessi aggiuntivi. Gli effetti del cambiamento climatico sono ormai percepiti in modo diretto.

La seconda è geopolitica. Quello che sta accadendo in Medio Oriente ha reso gli asset energetici tradizionali volatili e rischiosi.

La terza è economica. Siamo entrati in quella che viene definita age of electricity, l’età dell’elettricità: la domanda di energia cresce, spinta dall’elettrificazione, con pompe di calore e auto elettriche, ma anche dai data center. È una domanda che i combustibili fossili tradizionali non sono in grado di soddisfare.

Quanto a che punto siamo, gli ultimi scenari dell’Agenzia Internazionale dell’Energia indicano un mix energetico composto per circa il 43% da fonti a basse emissioni, con una crescita delle rinnovabili dell’8,5% anno su anno, trainata soprattutto dal solare. Siamo a buon punto, ma c’è ancora molto da fare.

Lo scenario geopolitico come acceleratore della transizione

Financialounge. «Le tensioni geopolitiche riportano al centro il tema della sicurezza energetica e stanno cambiando le priorità. Che impatto ha questo scenario sulla transizione?»

Colombo. Lo scenario geopolitico ha dato una spinta alla transizione. Se prima era soprattutto un tema ambientale, oggi è a tutti gli effetti un tema economico.

Abbiamo visto come le fonti fossili tradizionali rappresentino un rischio sia per la sicurezza nazionale sia per i prezzi e la loro volatilità. Gli Stati, in primis, si stanno rendendo conto che la sicurezza energetica è fondamentale, e per questo la domanda di rinnovabili è sempre più forte.

Le rinnovabili, inoltre, hanno oggi un doppio vantaggio. Il primo è economico: sono più convenienti dei combustibili fossili, i cui costi sono saliti alle stelle. Il secondo è la velocità di installazione, e quindi di risposta alla domanda, molto superiore a quella delle fonti fossili. Banalmente, è molto più facile installare un pannello solare che costruire un nuovo oleodotto.

L’analisi climatica nelle scelte di investimento di Etica Sgr

Financialounge. «Nel concreto, come affronta Etica Sgr la transizione energetica nelle proprie scelte di investimento ae nell’analisi dei rischi e delle opportunità?»

Colombo. Per Etica Sgr la transizione è un tema fondamentale per tutta la gamma di prodotti. In particolare, il fondo Etica Transizione Climatica, come esplicita già il nome, prevede un’analisi climatica più approfondita, che ha l’obiettivo di individuare le aziende più rischiose per non investirvi.

Analizziamo innanzitutto come il board e il management gestiscono il tema del cambiamento climatico e che cosa sta facendo concretamente l’azienda: se si è data dei target e se il suo percorso è allineato allo scenario 1,5 °C dell’Accordo di Parigi.

Allo stesso tempo, vogliamo cogliere le opportunità della transizione. Per questo svolgiamo un’analisi specifica degli investimenti in Capex nelle tecnologie abilitanti, per capire se l’azienda sta davvero investendo per cogliere queste opportunità o per aumentare la quota di rinnovabili nel proprio mix energetico.

In questo modo, da un lato ci difendiamo dai rischi, dall’altro cerchiamo di cogliere le opportunità che la transizione offre oggi.

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