Obiettivi di Sviluppo Sostenibile: Etica Sgr per le imprese

Gli Obiettivi di Sviluppo SostenibileSustainable Development Goals (SDG) – rappresentano i traguardi indicati dalle Nazioni Unite di un grande programma d’azione che fa riferimento all’Agenda 2030 per lo Sviluppo Sostenibile: un programma per le persone, il pianeta e la prosperità sottoscritto nel settembre 2015 dai governi dei 193 Paesi membri dell’ONU.

Etica Sgr e gli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile

Una strategia di investimento sostenibile e responsabile che perseguiamo è l’attività di engagement realizzata con gli emittenti presenti nei portafogli dei fondi etici. Attraverso questa attività stimoliamo le aziende a sviluppare nel lungo periodo comportamenti sempre più sostenibili e trasparenti.

Il valore della nostra attività di engagement è stato apprezzato dal PRIPrinciples for Responsible Investment (in italiano Principi per l’Investimento Responsabile), un’iniziativa delle Nazioni Unite nata per promuovere l’integrazione di principi ESG[1] nella gestione tradizionale dei patrimoni e nelle decisioni di investimento. Il PRI ha ritenuto di pubblicare sul proprio sito il case study di Etica Sgr come esempio di miglior pratica a livello internazionale sull’organizzazione di un attività di engagement allineata – dal 2017 – agli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile delle Nazioni Unite.

Dialogo Obiettivi di Sviluppo Sostenibile

I principali benefici attesi dall’integrazione degli SDG nell’attività di engagement sono:

  • identificare domande e obiettivi – dal momento che gli SDG sono collegati a obiettivi specifici, facilitano l’identificazione di obiettivi comuni e quantificabili (ad esempio il caso dell’iniziativa Science Based Target in relazione agli obiettivi di riduzione delle emissioni[2];
  • facilitare la comprensione della domanda – gli SDG richiedono il supporto sia degli investitori sia delle aziende, per questo motivo aiutano a trovare un linguaggio comune sul quale instaurare il dialogo;
  • migliorare l’efficacia del dialogo – poichè gli SDG sono accettati universalmente, le aziende possono constatare i benefici del proprio agire non solo in termini di migliore gestione del rischio ed efficienza operativa, ma anche in termini di una migliore comunicazione con il proprio pubblico di riferimento.

Come si svolge la nostra attività di engagement

La nostra attività di engagement è realizzata in linea con i Principi Italiani di Stewardship[3], promossi dal Comitato di corporate governance di Assogestioni, e con i Principi di Investimento Sostenibile del PRI, di cui siamo firmatari dal 2009.

Il voto alle assemblee degli azionisti è definito sulla base della Politica di Engagement, approvata dal Consiglio di Amministrazione e revisionata dal Comitato Etico. Il Comitato Etico è un organismo indipendente ed autonomo, composto da membri scelti tra personalità di alto profilo morale e di riconosciuta esperienza nel campo del sociale, dell’ambiente, dell’impegno civile, del mondo religioso, dell’università.

engagement

L’attività di engagement non si limita al voto alle assemblee degli azionisti delle imprese in cui investono i fondi di Etica Sgr. Oltre a questa attività, costruiamo e alimentiamo un dialogo costante e costruttivo con il top management di queste aziende attraverso incontri, call, workshop e scambi di corrispondenza. Il dialogo è condotto in modo indipendente o in collaborazione con reti di investitori internazionali, come PRI, ICCR (Interfaith Center on Corporate Responsibility) e SfC (Shareholders for Change).

Le fasi del processo di engagement

Prima di approfondire un caso pratico di engagement, vediamo come si struttura l'attività:

  • Il processo

    Il processo di engagement è articolo secondo i seguenti passaggi:

    1. definizione della Politica di Engagement;
    2. definizione del Piano di Engagement (annuale);
    3. analisi e identificazione delle aziende e delle domande di engagement;
    4. attività di engagement;
    5. valutazione dell’attività di engagement;
    6. rendicontazione dell’attività di engagement e pubblicazione del report annuale (Engagement Report).

  • I principi guida per la scelta delle aziende

    Coerentemente con la Politica di Engagement, la scelta delle aziende con cui interagiamo, tra quelle in portafoglio, avviene sulla base di parametri specifici e predefiniti. In particolare consideriamo:

    • la prossimità territoriale – ad esempio si favorisce il dialogo con aziende italiane;
    • la continuità del dialogo – si preferisce proseguire dialoghi già in corso con interlocutori reattivi;
    • la collaborazione – quando possibile, si favorisce l’azione collettiva, ad esempio in relazione a mozioni e richieste presentate insieme ad altri investitori nell’ambito di network quali ICCR, PRI o SfC.
    • le controversie – si analizza la preferenza e la gravità di notizie controverse.

    Inoltre, per definire le richieste, si considerano i seguenti aspetti:

    • settore – alcuni settori sono più esposti a problemi specifici, con un maggiore impatto sul business (ad esempio cibo, industria automobilistica e materiali sono più esposti al tema dei cambiamenti climatici).
    • area geografica – alcune aree geografiche sono più esposte a problemi specifici (ad esempio alcune economie emergenti sono più esposte a rischi legati al mancato rispetto dei diritti umani e del lavoro).
    • dimensione – in termini di capitalizzazione di mercato. Solitamente le grandi aziende sono più esposte a rischi ESG.

  • Gli ambiti strategici di dialogo

    Partendo da questi presupposti, ogni anno definiamo un Piano di Engagement, identificando gli ambiti di impegno strategici e tattici in termini di voto e dialogo. Tali ambiti sono legati alle dimensioni ESG e articolati in una serie di temi, a loro volta legati a specifici SDG.

    Gli ambiti strategici di dialogo per il 2019 sono:

    • cambiamento climatico;
    • gestione della risorsa idrica;
    • biodiversità;
    • diritti umani;
    • fiscalità.

    Ogni ambito è articolato in temi, legati agli Obiettivi di Sviluppo Sostenibili, e in richieste specifiche per le aziende. Per esempio, per l’ambito del cambiamento climatico, abbiamo identificato il tema della gestione delle emissioni (con quattro richieste legate al SDG 13), l’adattamento climatico (con una richiesta legata all’SDG 13) e la deforestazione (con due richieste legate all’SDG 15).

    Le società partecipate sono valutate sulla base della loro esposizione ai rischi collegati agli ambiti identificati e sulla base della loro capacità di gestire tali rischi e trasformarli in opportunità. Il risultato di questa analisi determina la definizione delle domande.

    La valutazione dell’attività di dialogo è quantificata e dipende da una serie di fattori. Tra questi la natura della domanda (ad esempio se legata ad una politica aziendale, alla gestione dell’azienda o a dei dati di performance), la capacità di risposta dell’azienda e la qualità del feedback/azione dell’azienda (ad esempio: se l’azienda non comprendere il rischio che sta correndo; se la risposta è generica o se è dettagliata e supera le aspettative).

Secondo questo processo, di seguito riportiamo il caso di un’attività di engagement realizzata tra il 2017 e il 2018 su una richiesta nell’ambito del cambiamento climatico.

L’attività di engagement: case study settore utility

Target. Società multi-utility italiana attiva negli ambiti elettricità (produzione, distribuzione, commercio e vendita), gas (fornitura, distribuzione, commercio e vendita), teleriscaldamento, rifiuti (raccolta, trattamento e smaltimento), ciclo idrico integrato, illuminazione pubblica e altre attività. La Società soddisfa i requisiti relativi a prossimità territoriale e continuità del dialogo di cui si è fatto cenno in precedenza.

Ambito. Cambiamento climatico

Tema. Gestione delle emissioni (mitigazione), tema legato all’SDG 13 (Climate action)

Richiesta. Fissare dei target di riduzione delle emissioni di tipo Science Based (c.d. Science Based Target o SBT)[4], richiesta legata all’SDG Target 13.2 (Integrare misure sui cambiamenti climatici nelle politiche, nelle strategie e nella pianificazione nazionali)

Obiettivo e impatto atteso dell’attività di dialogo. L’analisi di Etica Sgr ha identificato un gap tra gli obiettivi di riduzione delle emissioni della Società, fissati al 62% rispetto all’anno di riferimento 2010 (fonte: CDP Climate change questionnaire[5]) e il SBT per il settore Utility, fissato al 67% rispetto all’anno di riferimento 2013[6] (a questo proposito è necessario sottolineare che il perimetro adottato per calcolare tali obiettivi è diverso). Poiché ambito, tema e potenziale impatto sono stati valutati come rilevanti e materiali per una società operante nel settore delle utility, Etica Sgr ha chiesto alla Società di ridefinire il proprio obiettivo per allinearlo con l’iniziativa Science-Based Target. Tale richiesta è stata espressa durante alcuni incontri con la Società, in cui sono state spiegate le ragioni della richiesta e i suoi possibili impatti positivi per il business e l’immagine aziendale, e ribadita durante l’intervento all’assemblea annuale degli azionisti.

Risultato dell’attività di dialogo. Ad aprile 2018, la Società ha dichiarato formalmente il proprio impegno per formulare obiettivi di tipo Science Based, iniziando così un processo di dialogo nell’ambito dell’iniziativa SBT.

Misurazione dell’impatto del dialogo. L’impatto, in termini di sostenibilità e di riduzione dell’esposizione del portafoglio al rischio climatico, può essere misurato sulla base delle emissioni risparmiate in seguito alla modifica degli obiettivi. Le principali fonti adottate per valutare l’impatto saranno pertanto il questionario di CDP (già Carbon Disclosure Project[7]) sul cambiamento climatico e i documenti pubblicati dalla società stessa. L’impatto sarà monitorato su base annuale e sarà misurato anche attraverso il calcolo della carbon footprint del portafoglio azionario, realizzato su base annuale da Etica Sgr fin dal 2015[8].

Risultati dell’attività di engagement. La società si è dimostrata reattiva e disponibile al dialogo. Ad aprile 2018 si è formalmente impegnata verso gli obiettivi di riduzione delle emissioni SBT iniziando il processo di definizione degli stessi.


Si prega di leggere le Avvertenze.

Note e riferimenti:

[1] ESG è l’acronimo inglese di Environmental, Social, Governance e si riferisce ad un approccio che tenga in considerazione i fattori ambientali, sociali e di buon governo
[2] https://sciencebasedtargets.org/
[3] http://www.assogestioni.it/index.cfm/1,815,0,49,html/principi-italiani-di-stewardship
[4] SBTI (Science Based Target Initiative) è un’iniziativa promossa da CDP (già Carbon Disclosure Project), UN Global Compact (UNGC), World Resource Institute (WRI) e dal WWF, per consentire alle aziende di fissare degli obiettivi di riduzione delle emissioni di gas ad effetto serra (GHG). Il termine “Science Based” indica che gli obiettivi adottati dalle aziende sono in linea con il livello di decarbonizzazione richiesto per contenere l’incremento della temperatura globale al di sotto dei 2°C, come descritto nel “Fifth Assessment Report” dell’Intergovernal Panel on Climate Change (IPCC).
[5] CDP Climate Change Questionnaire 2017.
[6] CDP report, Charged or static: which European electric utilities are prepared for a low carbon transition? (April 2017).
[7] https://www.cdp.net/
[8] Ulteriori informazioni circa il calcolo della carbon footprint del 2017 sono disponibili al link https://www.eticasgr.com/investimento-responsabile/il-nostro-impatto/carbon-footprint

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